Cresimania.

Cronaca di un’ordinaria Santa Ipocrisia.

Sono le 11 meno qualche minuto quando mi affaccio dal finestrino della macchina che percorre a passo di lumaca le vie del centro. Vedo il Duomo, la cattedrale, che si prepara ad ospitare la Cresima di più di quaranta ragazzi. Vedo un po’ di gente ma solo quando scendo e osservo con attenzione capisco l’entità dell’evento. Nemmeno fosse il Giubileo, decine e decine di persone ronzano attorno alle porte e alle macchine che continuano ad accumularsi nei parcheggi, legali e non. Quando dalla Chiesetta lì vicino esce la fila dei cresimandi con in testa i parroci e con a fianco padrini e madrine inizio a fiutare qualcosa che non va. Ma cos’è? Vedo un sacco di persone che si spingono e scalciano pur di entrare in Chiesa, sembrano tutti felici e contenti. Poi, forse, intuisco qualcosa. All’entrata della cattedrale c’è una calca mostruosa, così come sul fondo delle tre navate. Ma basta guardare un po’ più avanti: il vuoto. Sotto l’altare c’è il semicerchio dei ragazzi che si stanno per cresimare, poi quello di padrini e madrine. Dopo ancora, nelle panche adiacenti, quasi nessuno, se non qualche fotografo sudato. Basta questo colpo d’occhio per capire che le persone che sono lì quel giorno (non tutte, intendiamoci), sono lì per assistere. Non per partecipare ad una funzione della religione in cui credono ma per assistere ad una forma arcana di rituali che non ricordano più e di cui non conoscono il perché (e probabilmente non l’hanno mai conosciuto). Hanno capito, forse inconsciamente, come svuotare di ogni significato il cattolicesimo. Vedendo madri infuriate con la macchina fotografica appesa al polso ( qualcuna anche con mollette, gioelli o cellulari vari stretti tra i denti) inseguire i bambini innervositi e già stanchi di annoiarsi che le tirano per mano e urlano; vedendo persone che in Chiesa non mettevano piede da una vita, e, fino a oggi, se ne fregavano altamente di Dio e del Suo giorno di festa; vedendo ragazze con tacchi 25, minigonne più mini che gonne e scollature che mostrano generosamente interi décolleté, mi chiedo se sono davvero in una Chiesa di pudici cattolici. Mi chiedo se quelle persone si rendono conto della completa idiozia che dimostrano. Mi chiedo se sono coscienti di star svuotando a tal punto i Sacramenti da renderli, per loro stessi e soprattutto per i loro figli, una noiosa scocciatura. Da sopportare però, per ricevere i regali dai parenti. E anche qui la tradizionale orgia di doni sfiora e spesso oltrepassa i limiti del ridicolo: vedi bambini entusiasti, già dimentichi di Dio, tuffarsi tra le braccia di vecchie zie puzzolenti e mai viste prima pur di ricevere le “bustarelle” colme di soldi e gli svariati pacchi e pacchettini preparati con cura per l’occasione. Quanti sono quelli che vedono la Cresima come un passo importante della loro crescita? Quanti la considerano una scelta da fare con attenzione e non obbligatoria? Purtroppo, diventando normalità e quotidianità, la religione come molte altre cose diventa accessoria e inutile se non per i suddetti regali e i complimenti dei parenti. Il Vaticano poi, con i suoi cardinali e con i suoi frati di periferia non fa niente per rinnovare la Fede, come invece dovrebbe essere loro compito. Che gli frega ad un tredicenne dei sette doni di Dio? Basti pensare alla voglia e all’entusiasmo che usano per svegliarsi prima la domenica per andare a Messa. Quindi, genitori, pensateci bene prima di far cresimare vostro figlio, e non abbiate paura delle pressioni (spesso psicologiche) che potranno fare sia a voi sia a lui, le altre persone, dai compagni di scuola al prete della Parrocchia. Pensateci bene e non fate diventare la Cresima semplicemente una perdita di tempo e un inutile quanto ipocrita conformismo.

Post Scrittum: la “predica” viene da me, che sono ateo. Riflettete.

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  1. Questa volta, condivido a pieno ciò che hai scritto.

    • Donatella
    • 20 settembre 2010

    finalmente qualcuno che riesce a cogliere in pieno il sottotesto dei sacramenti ai tempi dell’opulenza, l’inutile e blasfema ostentazione del benessere, del superfluo e dell’arroganza, invece di rappresentare un momento sacro e privato diventa rito mediatico con il filmino da conservare ed il pc nuovo o peggio la minicar che ti aspetta come regalo. Bravo Giovanni sano e libero!
    Donatella Ferrante

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