Dalla (a)politica, chiamata all’impegno

Quante volte mi capita di sentire tra i giovani che la politica è una cosa noiosa, brutta, inutile e da vecchi. Quante volte mi tocca sentire che i politici sono tutti uguali, fanno solo i loro interessi e che la politica è una cosa di cui è meglio non interessarsi. Meglio una partita di calcio, pensare ai fatti propri, rinchiudersi nel proprio guscio e fregarsene di tutto ciò che accade intorno, al proprio paese e nel mondo.

Viviamo in una società malata fondata sul consumismo estremo. Il concetto di “necessario” non esiste più ed ogni forma di desiderio deve essere soddisfatta. I diritti sono fondamentali, i doveri … magari un’altra volta. La solidarietà e la gratuità sono concetti ormai lontani dalla quotidianità. Se non si riceve guadagno da una determinata azione, non la si compie, anche se può fare del bene ad un altro individuo o ad una comunità.

Il mondo che abitiamo è sicuramente ostico e diverso da quello che tutti noi vorremmo. È un mondo pieno di egoismo, ingiustizie, favoritismi, menefreghismo, odio, disuguaglianze…

Il mondo è quello che i suoi abitanti meritano, e che hanno anche inconsciamente, voluto o contribuito a costituire con la loro indifferenza. I nostri governanti/politici hanno dato una mano a produrre la società malsana di oggi e sono lo specchio dei cittadini, che hanno dato loro il mandato a governare. Sta a noi informarci ed attivarci affinché il potere arrivi nelle mani delle persone che hanno a cuore la cosa pubblica e non “la cosa personale”.

“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.” Albert Einstein

Se ogni giusto, che si definisce tale, provasse, nel suo piccolo, ad impegnarsi per far sì che il cambiamento che vuole vedere, avvenga per davvero, il mondo sarebbe davvero una casa confortevole per tutti.

La politica è la gestione della cosa pubblica ed è la responsabile del benessere o del malessere di un paese o di una comunità.

È incomprensibile come i cittadini si stiano allontanando dalla politica proprio quando c’è bisogno di persone che portino stimoli a migliorare. Le motivazioni di questo allontanamento sono anche le stesse per cui tutto rimane uguale.

Mettiamo che la politica e i politici nel loro insieme siano marci, corrotti ed egoisti. Esattamente questo dovrebbe essere da sprone per la gente onesta, che dovrebbe sentirsi in dovere di entrare nel sistema malato e risanarlo. Invece ci troviamo ad osservare l’esatto contrario, anzi, l’assoluta indifferenza riguardo ai temi politici da parte di una buona parte di opinione pubblica.

Non sentite, anzi, non sentiamo il bisogno di impegnarci per lasciare il mondo in un miglior stato ai nostri figli, o almeno di poterli guardare negli occhi, un giorno, e poter dire “Io mi sono dato da fare, nel mio piccolo”?.

Il mito della politica come una questione noiosa, per me, è oltretutto incomprensibile. La politica è socialità, è lo stare insieme, discutere e crescere imparando dagli altri. Prendere decisioni per il bene comune e per portare avanti i propri ideali con passione. A conclusione delle riunioni di partito, una birretta con i tuoi compagni ci sta sempre. Uniamo l’utile al dilettevole. Non vedo tutta questa noia, soprattutto sommando ciò alla consapevolezza dell’essere utile alla società, indipendentemente dal partito in cui si milita, se si è spinti dalla volontà di migliorare il proprio paese.

Perciò chiedo a tutti i miei coetanei, a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questo paese e del mondo in cui viviamo, di mettersi in gioco, di invadere il campo della politica e delle associazioni, con le proprie idee, con il proprio entusiasmo, portando giustizia, passione, meritocrazia, freschezza, uguaglianza, diritti uniti ai doveri, libertà e responsabilità.

Dobbiamo ridare speranza a questo paese e uno spiraglio di luce per il futuro dei nostri figli e di noi stessi. Solo tutti insieme, a prescindere dalle diversità, possiamo cambiare la nostra società, risanarla e renderla idonea ai nostri bisogni, nel rispetto del prossimo e della Terra che abitiamo.

Come tanti granelli di sabbia formano un deserto, tante persone impegnate nella e per la società formano un mondo migliore. Crediamoci!

“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.” Enrico Berlinguer

Enrico Anconelli
17enne desideroso di essere insieme a molti altri il vero cambiamento per l’Italia e per il mondo.

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    • gigliola
    • 17 settembre 2010

    Sono assolutamente d’accordo che si potrebbe fare di più.
    Prendere coscienza che la società non può e non deve subire le prepotenze e gli inganni dei potenti.
    Oggi più di ieri abbiamo bisogno di credere nel futuro e nell’umanità.

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