Errore: istruzione incompleta

Fuga di cervelli

“L’istruzione non sparge semi dentro di noi, ma fa sì che i nostri semi germoglino.” Jibran Khalil Jibran

“L’istruzione alimenta il dubbio e la curiosità: dev’essere di tutti, come vuole la Costituzione, in modo che dalla scuola escano cittadini, non sudditi. Una scuola autoritaria prepara a una società autoritaria.” Daniele Luttazzi

La scuola di oggi, all’occhio del sottoscritto, che la vive in prima persona, pare essere una scuola vecchia, stanca, che non si preoccupa di infondere conoscenza, di insegnare a vivere nella società civile e di formare i futuri cittadini, ma piuttosto di addormentare le menti, senza dare stimoli, passioni, informazioni. Per fortuna esistono ancora alcuni insegnanti che praticano il loro lavoro con passione, vivendolo come una missione, ma, come in tutte le cose, esiste anche il lato “nero” della medaglia. Insegnanti che dall’atteggiamento e dalla (non) forza emotiva della loro oratoria, fanno trapelare la loro insofferenza nell’essere in quel luogo, in quel momento, trasmettendo le stesse sensazioni ai propri alunni.

Il vero problema però, non sono gli insegnanti, ma il ministero della pubblica istruzione. Tagli strutturali e trasversali ai finanziamenti che mettono in ginocchio istituti pubblici, prèsidi con 4 sedi a carico, insegnanti precari e fanno un favore alle realtà dell’istruzione privata. Affiora al pensiero la possibilità che il regime sotto cui viviamo, oltre che toglierci l’informazione libera, voglia toglierci anche l’istruzione, facendoci rimanere ignoranti, facendo sì che nessun seme riesca a germogliare dentro di noi, trasformandoci in sudditi.

La cultura è, se vogliamo, un bisogno indotto della curiosità, la quale genera a sua volta dubbio e quindi sete di verità, lasciando la nostra mente libera, senza il pericolo di abbassare il capo a massime assolute infuseci da uomini potenti che vogliono monopolizzare il pensiero.

L’importanza della scuola pubblica è dovuta al fatto che un povero non potrà mai permettersi di frequentare un ottimo istituto privato così come potrà fare un ricco. In questo paese sarebbe utopico pensare che si possano eguagliare i livelli di istruzione tra privato e pubblico, quando il pubblico viene trattato come un surplus, uno scarto, una realtà da trascurare.

Questa riforma fa in modo che gli studenti apparentemente lavorino di più, inoltre “elimina” una buona parte di insegnanti (non si sa su quale principio, sicuramente non meritocratico), sovraccarica i prèsidi di lavoro, rende gli orari scolastici ingestibili, sconvolge l’organizzazione e i corsi dei vari indirizzi…

In Italia viviamo il dramma della fuga dei cervelli e tutte queste decisioni forsennate, non faranno altro che aumentare il fenomeno, facendo regredire ancora di più il nostro Paese. La crisi economica si batte anche con ricerca e formazione.

La morfina per addormentare le coscienze è entrata in circolo nel corpo della nostra società. L’obiettivo che si è preposto il Governo Berlusconi potrebbe essere raggiunto a breve.

SVEGLIAMOCI!

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