Fini, finiscila.

Viva l’incoerenza”

Il terzo Governo Berlusconi è in crisi, al collasso. O almeno così dicono.

E’ iniziato tutto silenziosamente. E’ iniziato piano, tanto che sembrava semplicemente la solita boriosa polemica politica.

Poi, progressivamente, è andata avanti, è cresciuta, si è ingigantita e ha messo in crisi il Cavaliere.

E’ iniziato tutto con il ddl anti-intercettazioni presentato dal benevolo B. per non permettere che i “7 milioni di italiani intercettati” fossero continuamente spiati. Spie dappertutto in Italia.

Poi Fini ha iniziato a dare di matto. Ha iniziato a criticare apertamente Berlusconi e i suoi lecchini, ha iniziato a criticare le orripilanti leggi proposte (le leggi ad personam sono finora 39) (39!), ha iniziato a dire le cose come stavano. Ma attenzione, con i super-rivelatori di complotto e di congiura, Berlusconi e i suoi hanno capito che si trattava di una cosa seria e hanno preso le dovute precauzioni. Diffamazione, credo si chiami. Paul Valéry ha detto: “Se non puoi demolire un ragionamento, almeno puoi demolire il ragionatore”, e non c’è cosa più adatta al nostro caso.

Hanno inventato società off-shore, conflitti d’interessi, questione morale, cognati, zii, cugini, case e casette a Montecarlo. Hanno attaccato il ragionatore. Hanno tentato di distruggerlo.

La tecnica è semplice, si cucinano nefandezze e ci si farciscono i Giornali e i Liberi, le Mediaset (tv privata) e le Rai (tv pubblica- ma solo teoricamente). Per contorno foto di nudi in prima pagina.

Ieri, 30 settembre, con 174 sì e 129 no, il Governo Berlusconi ha ottenuto la fiducia. Votata anche da Futuro e Libertà. Ma perché? Il vostro leader è stato diffamato e attaccato in ogni modo, voi siete stati insultati. Dite di non condividere per niente quello che fa il Governo, criticate, parlate di correttezza e di moralità. Perché votate la fiducia a chi la vostra fiducia, proprio non ce l’ha?

Fini e i suoi (Bocchino in prima linea) hanno detto che il motivo è che, due anni fa, hanno “preso un impegno con gli elettori”. Ma gli impegni, in realtà, erano tutt’altri.

Recita il programma elettorale del Popolo delle libertà nei suoi 7 punti fondamentali:

Rilanciare lo sviluppo”

Sostenere la famiglia”

Più sicurezza, più giustizia”

I servizi ai cittadini”

Il Sud”

Il federalismo”

Un piano straordinario di finanza pubblica”

E ancora, in maiuscolo:

meno tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese”

più consumi, più produzione, più posti di lavoro”

Per diminuire il debito pubblico”

Ora guardate un qualunque grafico dell’andamento economico italiano, leggete un qualunque giornale libero, navigate in Rete, e scoprirete che nemmeno una di queste promesse è stata minimamente mantenuta. Nessuna. Oppure informatevi sulle porcate di Berlusconi, sui suoi processi, sul suo abnorme e infinito conflitto d’interessi e rendetevi conto di vivere nell’Italia berlusconiana da 15 anni. Perché solo ora, nel tempo della grande crisi di B., vi accorgete del degrado che vi circonda? E perché fino a qualche mese fa ve ne stavate zitti e buoni a ubbidire?

Per cambiare le cose non puoi semplicemente ignorarle.

La protesta di Fini è solo opportunismo e trasformismo da vecchia politica.

E se la chiamano Repubblica delle Banane è anche colpa sua.

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