Questione di (non) stile

Secondo tutti i simpatizzanti del governo, non ci sono gli estremi per cui il presidente del consiglio si dimetta.

Dopotutto è vero, dovremmo esserci abituati a queste cadute di stile, o meglio, a queste vicende che aiutano a capire lo stile del cavaliere.

Cosa sarà mai se Berlusconi ha chiamato in questura nel tentativo di far rilasciare una minorenne prostituta accusata di furto, ne abbiamo viste di molto peggio. Lui ha un cuore buono, lo fa per aiutare le persone bisognose.

E proprio per ciò, non vuole abbandonare il suo ruolo. Ha dichiarato che se dovesse lasciare ora, sarebbe un danno enorme per il paese e deluderebbe tutti gli italiani che gli hanno dato fiducia.

Questi italiani, che hanno dato fiducia ad una persona di tale livello morale ed etico, sarebbero da analizzare.

Un presidente del consiglio che ci rende gli zimbelli del mondo, che ci rende stereotipi della perversione, della “bella vita”, della mancanza di valori. Possibile che nessuno si accorga che le promesse da lui fatte nelle varie campagne elettorali non sono mai state attuate? Solo leggi ad personam, tagli a qualsiasi ministero e altre leggi vergogna, come può essere lo scudo fiscale, che ha dato una mano a mafiosi e disonesti a riportare in Italia denaro sporco, per giunta ripulendolo anonimamente, per il solo 5% di costo totale sulle transizioni. In più la pressione fiscale è aumentata e non di poco, ma se lo si fa notare, vieni additato come uno sporco comunista bugiardo. Basterebbe guardare i dati ISTAT e leggerli con onestà intellettuale.

Ma lui non si deve dimettere, è lui che ha salvato il paese. Dovremmo inchinarci tutti innanzi al dono di Dio (per fortuna solo per quel prete fanatico e pazzo, suo amico) che socializza con dittatori d’ogni dove e dà del kapò ad un parlamentare europeo tedesco, solo perché la pensa diversamente.

Tutti gli illusi che hanno votato Berlusconi poichè convinti che costui avrebbe esaudito ogni loro desiderio, si sveglieranno dal sonno della ragione prima o poi?

Fino a che livello di indecenza dovremo arrivare? Prostitute, abusi di potere, censure, insulti, non bastano. Serve di più per far capire che il cavaliere ci sta portando alla deriva culturale.

Il berlusconismo è ormai ben radicato, forse è questo il vero problema. È un neologismo, ma chiunque lo senta per la prima volta ne capisce il senso, e concepisce il concetto di decadimento culturale che è intrinseco nella parola. Se non vota PDL certo; si parlava di persone ragionevoli. Finché in quel partito era presente anche Fini c’era qualche attenuante, ma se persino lui si sveglia dopo 15 anni, per me l’elettore pidiellino non ha più scusanti. È proprio testardo, cieco quasi. Un illuso cronico, incapace di vedere la realtà, e anticomunista ignorante, poiché probabilmente nemmeno sa chi è un comunista e in cosa crede.
Il berlusconismo è lo specchio della società in cui viviamo: una società malata, ingiusta, non meritocratica, cieca, chiusa, impaurita, priva di valori e piena di furbizie, nel senso negativo.
Berlusconi ne è degno rappresentante. E noi siamo degni rappresentanti dell’alternativa a questo modello culturale ignobile e semi medioevale? Scendiamo in campo, altrimenti ci meritiamo tutto questo.

Enrico Anconelli

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