Una storia di razzismo quotidiano e la storia di chi non ci sta.

Un ragazzo dopo aver assistito a una scena di razzismo, scrive questa lettera:

Buonasera,

prima di tutto mi presento: sono Jacopo Patrignani un ragazzo di Pesaro che frequenta il liceo classico Nolfi a Fano e che  quindi è costretto ogni giorno ad usufruire del servizio bus “Adriabus” per spostarsi tra le due città. Mi capita spesso di assistere a scene di velato razzismo: ogni tanto volano sfottò, i controllori quando multano i rom se ne escono sempre con battute simpaticissime sui mille motivi per cui “non dovrebbero prendere i bus ma sgranchirsi le gambe e fare due passi che è gratis.” I posti vicino agli extra-comunitari sono sempre  gli ultimi ad essere occupati ed a volte la gente preferisce rimanere in piedi. Venerdì 12 novembre sulla linea 99 Fano – Pesaro delle 14 però si è veramente varcato ogni limite di civiltà: un ragazzo rumeno ha provato a fare la classica furbata, è volato a fare il biglietto appena ha visto il controllore che saliva sull’autobus. Di norma l’autista passa tranquillamente sopra a queste piccolezze ma con lui no, per lui il personale “Adriabus” aveva in serbo un comportamento assolutamente speciale! Il controllore avvisato dall’autista dell’infrazione del giovane dell’est gli si è avventato addosso ponendoli una serie di domande “Cosa sei rumeno? Ucraino? Moldavo? Eh, cosa sei? Dammi i documenti! Dammi i soldi della multa, subito!” E mentre diceva così questo egregio signor controllore cominciò a tastargli il giubbotto alla ricerca del portafoglio e dei documenti trattandolo come il peggiore dei delinquenti. Il ragazzo, spaventato, ha subito saldato il prezzo della multa con una banconota da cinquanta euro ma per questo “straordinario” uomo italiano non era abbastanza: aveva pagato la multa, era stato insultato ma la punizione era troppo esigua! Questo “rumeno” doveva capirlo in un modo o nell’altro che non si trovava più nel suo paese “incivile”! Così il controllore ha preso il ragazzo e l’ha portato fuori dal bus, lasciandolo a Fosso Sejore, a metà strada, seppur avesse già pagato 50 euro e quindi aveva pieno diritto a concludere il tragitto. La persona seduta vicina di questo ragazzo, un uomo orientale, li ha rincorsi, è andato dal controllore e gli ha detto “Lei non può permettersi di trattare una persona così solo perché è diversa da lei!” E sapete il nostro “egregio concittadino come gli ha risposto? “Stai zitto e ringrazia che non ho fatto la multa anche a te?” Come se essere orientale sia un “infrazione” sufficiente per essere multato, anche se possiedi il biglietto. Uscito dal bus mi sono messo a parlare con questo signore che ha la pelle olivastra ma vive in Italia da 24 anni e l’ho sollecitato ad andare a denunciare il fatto all’azienda. “Non mi ascolterebbero mai.” Queste sono state le sue parole.

Come possiamo quindi definirci “moderni” quando ancora c’è gente che “non ascolteremmo mai” solo perché ha la pelle più scura della nostra? Come possiamo avere la presunzione di descrivere la nostra società come “civile” se ancora ci sono persone che vengono maltrattate sull’autobus solo perché sono dell’Est? Come possiamo sdegnarci di fronte alle “Leggi Razziali” quando oggi, 70 anni dopo, valutiamo gli uomini per la nazione scritta nel loro passaporto?

Io penso che è dovere di noi pesaresi o, meglio, è nostro diritto tutelare queste persone rigettate e ghettizzate che l’ignoranza e disinformazione dipinge come parassiti della società. Non chiudiamoci tra le nostre certezze di cartapesta: non sono i confini a determinare il valore di un individuo ma l’azione della società sull’individuo stesso, se continuiamo a raffigurarli come dei malfattori arrabbiati prima o poi si infurieranno veramente.

Dinnanzi a situazioni come quella di venerdì spesso ci capita di abbassare la testa e dire “è tutto inutile” ed è allora che ci si spegne e tutto si blocca nel male.

Io invece ragiono in maniera diversa: non è inutile ma necessario! Un nostro intervento è necessario! E’ per questo che ho chiamato l’Adriabus per denunciare il fatto, è per questo che ho detto alla società di trasporti che se non scatteranno sanzioni nei confronti dei loro dipendenti xenofobi io smetterò di servirmi del loro servizio! Ogni persona che crede nella democrazia e che va oltre i pregiudizi dovrebbe boicottare l’Adriabus in caso di mancata sanzione: l’omertà non paga!

Cordiali Saluti, Jacopo Patrignani.

In attesa che i dirigenti si facciano vivi, riflettiamoci un po’ su. E magari pensiamo anche alla Lega Nord e dove la sua nuova deriva populistica vorrebbe portarci.

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  1. Io parto dal presupposto che molte persone che si comportano in questo modo verso altre persone straniere è perchè certe cose non le hanno mai provate sulla loro pelle. certo, io cerco di giustificarle così, ma è veramente una mossa azzardata in certi casi perchè se ci fossi stata io credo che avrei fatto il putiferio contro questo controllore e anzi mi chiedo come mai non sia intervenuto proprio tu a sua difesa, perchè sai magari l’intervento di un “italiano”faceva più effetto, vista la bestialità ignorante di questo controllore. Io sono una di quelle che non riesce a star zitta davanti a certe cose e sai che mi sento dire continuamente, che devo farmi gliaffari miei, sennò ci vado di mezzo e poi le conseguenze mel e becco io. Vedi che bella cosa cercare di difendere i diritti dell’uomo? ma che paese civile! Noi siamo il terzomondo, ipocriti che parlano bene e poi fanno tutt’altro. Almeno quelli della lega sono chiari nelle loro intenzioni e sanno tutti cosa vogliono, almeno di questa trasparenza gli si deve dare atto,vedi invece altri che fanno certi discorsoni e poi fannno tutt’altro! Poi mi chiedo: ma tutti gli altri che erano sul tuo stesso bus cosa facevano’ guardavan le mosche?

    • Giovanni Ugo
    • 19 novembre 2010

    Concordo. Anche io se fossi stato sull’autobus mi sarei opposto subito. E penso che l’indifferenza in questi casi diventi colpa.

    • passeggero Adriabus
    • 20 novembre 2010

    Sinceramente non ho capito dove sta il razzismo in questo episodio.
    Sono anche io un frequentatore di autobus e stiamo parlando in un parassita del trasporto, di un ladro di un servizio pubblico. Tali infatti sono le persone che sull’autobus viaggiano alle nostre spalle di noi che paghiamo il biglietto e l’abbonamento.
    Non ero presente all’episodio ma per quanto ho visto in altre occasioni i parassiti che si fiondano verso la macchinetta dei biglietti quando sale il controllore sono quelli che vengono multati per primi semplicemente perché si fanno scoprire subito Sarebbe più furbo stare fermi al proprio posto sperando che il controllore perda tempo a fare il verbale ad altri parassiti e non arrivi a controllare anche lui.
    L’autista che segnala al controllore il parassita è la prassi ed è la cosa più giusta da fare e non mi è mai capitato di vedere che un autista chiuda un occhio in casi come questo, italiani o stranieri che siano, come è stato riferito nel caso in questione. Ma quando mai?
    Chiedere poi ad un non italiano la propria nazionalità è razzismo? E’ tutto qui il razzismo?
    Se fermo per strada un africano e chiedo lui che ore sono è razzismo? A questo punto pare di sì perché avrei potuto fermare e disturbare un italiano e invece ho scelto proprio uno di colore, anzi un “diversamente bianco”.
    Poi sulle battute sui rom che non pagano il biglietto e che quindi dovrebbero andare a piedi è razzismo anche questo? Forse sì, ma trovatemi un solo rom che abbia mai pagato un biglietto sugli autobus di Adriabus e cambierò idea perché io non ne ho mai visti e se qualcuno mette una moneta sulla macchinetta sicuramente fa un biglietto di tariffa inferiore a quella dovuta.

    Ripeto, stiamo parlando di uno che non aveva pagato il biglietto e io mi sarei aspettato dagli altri passeggeri seri e onesti che avevano regolarmente pagato il biglietto di prendere le difese del controllore per buttare fuori dall’autobus il passeggero che su tale autobus proprio non ci doveva stare.

    Saluti,

    passeggero adriabus

    • Giovanni Ugo
    • 20 novembre 2010

    Passeggero Adriabus, il razzismo non sta nel controllare il biglietto e fargli la multa, che sono cose più che giuste, ma nelle modalità in cui sono state fatte queste cose, rasentando l’aggressione fisica e non rispettando il regolamento come per gli italiani! E un altra cosa è la generalizzazione di questo problema. Io conosco moltissime persone straniere che onestamente fanno il biglietto con l’importo corretto e tantissimi ragazzini italiani che se ne strafregano. Bisogna punire il singolo per le responsabilità del singolo, non l’intera comunità. Saluti (:

    • passeggero Adriabus
    • 20 novembre 2010

    A me pare di capire che il problema sia stato solo il modo a dir poco brusco del controllore che nulla ha a che vedere con il razzismo.
    Il conducente che ha segnalato il parassita al controllore probabilmente neanche sapeva che fosse rumeno visto lo stesso colore della pelle e se successivamente il controllore è stato brusco è dovuto probabilmente al suo carattere, quindi nulla a che vedere con il razzismo.
    Ma poi come devono essere le modalità con cui ci si rivolge ad un ladro? Occorre per forza essere gentili ed educati?
    Provi lei ad entrare in un qualsiasi bar di Fano, fare colazione ed uscire senza pagare. Sicuramente il proprietario utilizzerà le stesse modalità del controllore di adriabus se non peggio. Provi lei a prendere un quotidiano in una qualsiasi edicola di Fano e andarsene senza pagare e vedrà come l’edicolante sarà gentile ed educato!!! Provi lei ad andare in un supermercato, mettere qualcosa in tasca e passare alla cassa senza pagarlo. Si becca una denuncia per furto e finisce davanti ad un Giudice. Le costerà oltre alla condanna almeno 1000€ per l’assistenza di un avvocato, altro che le 50€ di multa per il biglietto non fatto.

    Saluti

    • leo
    • 20 maggio 2012

    il fatto descritto dal sig. jacopo patrignani in parte è vero ma quello che lui non ha detto è che gli serviva essere visibile in un contesto comunale anzi politico.quello che lui non sa ,il ragazzo non è di etnia rumena ma moldava il ragazzo poi è stato accompagnato dalla persona che lo aspettava(fidanzata) perché dovevano andare al cinema, fa di mestiere il cameriere e quel giorno era libero da impegni di lavoro,la sera è rientrato a fano con la linea pesaro-fano è ha incontrato il controllore che al giorno la multato ,hanno parlato del film che aveva visto con la ragazza.il sig. patrignani ora fa l’universitario a milano è qualcos’altro nel s.e.l. forse nella capitale lombarda vedrà molti atti di razzismo P.S. criticare come sempre è facile mettersi in gioco è difficile e rileggendo la sua e-mail che ha scritto al sindaco di Pesaro e alla società ADRIABUS,ha dimenticato di dire che l’uomo orientale è un marocchino che lavora a fano da molti anni e ha difeso il ragazzo perché uomo invece lui ha aspettato che se ne andassero poi come tutti i veri parassiti ha scritto omettendo alcuni particolari.

    saluti

  2. Caro Leo, come mai sai tutti questi particolari? Per caso sei il controllore? Anche tu però, hai omesso diversi particolari. E te o dico perché su quell’autobus c’ero anch’io. Il comportamento del controllore è stato persino piu’ violento di quanto riportato ed è vero, solo il signore marocchino (nordafricano non è la stessa cosa?) ha inseguito il controllore, ma anche diverse altre persone brontolavano (naturalmente inascoltati) e solo a quel signore il controllore ha risposto (guarda un po’, proprio ad un altro extracomunitario). E ora veniamo al “parassita”. Da dove viene fuori che aveva bisogno di visibilità politica, visto che non ha incarichi né cercato di averne e per quanto riguarda “qualcosa in s.e.l.” non è altro che una condivisione di idee. Per inciso, non “fa l’universitario” a Milano ma “studia seriamente” a Bologna e, certo di scene di razzismo ce ne sono anche lì e non è che questo giustifichi ciò che è accaduto allora. Per finire, Jacopo ha mantenuto ciò che si era proposto e non si è piu’ servito dell’Adriabus, sobbarcandosi una passeggiata di quasi due chilometri tutti i giorni, due volte al giorno (e, che vuoi tanto fa bene alla salute…) per il resto ell’anno scolastico
    e non ha avuto se non questo tornaconto nel denunciare un fatto non spiacevole, ma vergnoso. E adesso chiedimi pure come faccio io a sapere tutte queste cose e ti dirò che sono di parte, molto di parte, visto che di jacopo sono la madre e che, per sfortuna del controllore, su quell’autobus c’ero anch’io. E per concludere, sto ancora aspettando una risposta dall’Adriabus. Nessuno sostiene che non si debba pagare il biglietto dell’autobus (anche se definire ladro o delinquente, come ho letto sopra, qualcuno per questo… mi sembra un po’ esagerato) e mio figlio certo non l’ha mai fatto (né consoce tutti i trucchetti di cui sopra) né giustifica chi lo fa. Ma le persone vanno trattate come tali, anche quando sbagliano…

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