Noi, voi, Loro.

E’ giorno. E’ ormai l’alba. L’alba di questo Paese.

Stiamo uscendo da una lunga, lunghissima oscurità che ha attanagliato per troppi anni l’Italia. Stiamo tirando fuori gli artigli. E a tirarli fuori siamo noi.

Sì, noi studenti. Noi giovani. Noi che abbiamo realmente voglia di Futuro e Libertà, non come qualche ex-fascista (ex?) che chiama così il suo nuovo partito. Gli atenei di tutta Italia sono in rivolta. Occupazioni, scioperi, manifestazioni, cortei, a volte scontri. Sembra un bollettino di un Paese in guerra, ed in effetti lo siamo. Siamo in guerra.

Il sole non sorge mai senza sovrastare con forza il buio. E il sole sta sorgendo.  C’è un’aria nuova. Diversa, pulita, frizzante, carica di speranza. Entrate in una qualsiasi università italiana oggi. Sentirete il profumo che circola. E’ un profumo che ricorda antichi splendori, che scava 42 anni di storia, arrivando a quel lontanissimo 1968.

C’è uno spirito diverso. Uno spirito che accomuna tutti. Non esiste l’io. Non esiste il tu. Non esiste più lui. Esistiamo solo noi. Noi, che ci ritroviamo ad  occupare la Torre di Pisa o Piazza San Marco. Noi che ci ritroviamo a partecipare a conferenze e lezioni straordinarie. Noi che ci ritroviamo alle 3 di notte a cantare e ballare abbracciati a spagnoli, tedeschi, senegalesi ed inglesi. Ora esistiamo solo noi.

Poi ci sono loro. Quelli che stanno dall’altra parte del vetro. Una manica di burattini comandati solo da sua maestà il Potere. Loro se ne fregano se non avrai una borsa di studio o se devi sudare per fare quattro fotocopie. Loro se ne fregano se le scuole pubbliche sono costrette a chiedere soldi agli studenti per far svolgere l’esame di maturità. Loro se ne fregano se il precariato nella scuola dilaga facendo scempio di intere famiglie. Loro se ne fregano se il valore più grande che un Paese possa avere, ossia l’ambizione di milioni di giovanissimi, si volatilizza e muore.

Ora ci siamo noi. E ci sono loro. E poi ci siete voi. Voi che non sapete. Voi che giudicate un intero movimento studentesco come un branco di vandali fannulloni sol perchè la tv passa notizie ‘selezionate’ ad hoc. Voi che votate sempre la stessa gente. Voi che siete delusi dalla politica ma vi spaventate per un paio di dread, un megafono e qualche coro. Voi che preferite girare la testa, guardare altrove dove il pericolo non c’è. Il più grande poeta italiano, Fabrizio De Andrè, diceva nella sua Canzone del Maggio “anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”.

Già. Adesso basta chiudere gli occhi. Adesso basta scegliere la via della neutralità. Non c’è più il grigio, qui ci sono solo bianco e nero.

Non c’è più spazio per gli indugi e i ripensamenti. Adesso bisogna scegliere.La grandezza e l’intelligenza di un Paese si vede dalle scelte che il suo popolo compie. E adesso è il momento di scegliere da che parte stare. O con noi o contro di noi.

Le motivazioni della protesta studentesca sono state abbastanza diffuse, chi non ne è ancora a conoscenza è un pavido, un ignavo meritevole del limbo dantesco. E chi ha ascoltato e condiviso le parole di Emilio Fede (“Questi ragazzi meritano di essere menati”) entra di diritto nel nono cerchio dantesco, come traditori della patria. Perchè oggi la patria siamo noi. Adesso è l’alba. Adesso si deve solo scegliere. Chi non ha peccato scagli la prima pietra, e noi di pietre ne abbiamo tante.

Yes, we can. E che giorno sia, Italia.

Lorenzo Alemanno, 28/11/2010

 

 

Annunci
    • zazzo
    • 28 novembre 2010

    Complimenti per l’articolo caro amico mio. Con queste parole secondo me riuscirai a risvegliare anche gli animi rivoluzionari di chi ‘guarda e passa’.
    Riprendiamoci ciò che ci spetta!!

    • Giovanni Ugo
    • 28 novembre 2010

    Grande Lore’! 😀

  1. Complimenti, te li porto doppi! Penso che hai dato un grande spaccato del pubblico (popolo) italiano e della storia a cui esso ora assiste. Io sono fiducioso quanto te che si sta cambiando, ma a volte con un pò di pessimismo penso che forse la “rivoluzione” lascierà più o meno le cose invariate, perchè qualcosa di marcio è più a monte o più nel profondo del nostro Paese. Ma bando al pessimismo, torniamo a possedere l’Italia!

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: