Le “Forze Nuove” del fascismo.

Se questa mattina vi foste trovati nei pressi della piazza centrale di Montesilvano, comune nella provincia di Pescara, vi sareste certamente accorti dell’iniziativa che una decina di militanti di Forza Nuova ha messo in atto: sotto vesti pacifiche, hanno consegnato un’ottantina di sacchetti contenenti generi di prima necessità alla popolazione (carta igienica, farina, sale, pasta, olio e pannoloni), che però doveva soddisfare una condizione, e cioè possedere la cittadinanza italiana. Ed è proprio su questo ultimo punto che mi vorrei soffermare: sotto le mentite spoglie della beneficienza il partito di estrema destra, come suo consueto, ha esposto la sua provocazione razzista verso extracomunitari, rom e profughi e non sono mancati gli insulti canzonatori ed i gesti di scherno verso un gruppo di questi ultimi che richiedeva quei generi alimentari necessari ad ogni uomo per vivere. Sembra proprio che i “bianchi purosangue” del partito non riescano a tollerare che persone con un sangue apparentemente , e sottolineo apparentemente, diverso nelle vene si approprino di cose comprate con i “loro” soldi.
Siamo agli inizi del neo-fascismo. E del neo-razzismo. E, se proprio vogliamo completare la triade, del neo-nazismo.

Continuando sull’argomento Forza Nuova, ciò che mi ha molto colpito nel primo pomeriggio di oggi è stato scoprire la biografia del leader del partito, Roberto Fiore. Cercando su Wikipedia con chiave “Roberto Fiore” otteniamo questo: Attenzione: questa pagina è stata oscurata e bloccata a scopo cautelativo a seguito di minaccia di azioni legali. Verrà eventualmente ripristinata alla fine della vicenda che la riguarda.” (http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Fiore)
Dunque cos’è tanto criminoso da non poter esser condiviso nemmeno sull’enciclopedia on-line più famosa della rete?

Di seguito riporto l’articolo di Susanna Ambivero dal settimanale Nuova Società, che ritengo molto accreditato, e che non saprei riscrivere diversamente.

Roberto Fiore è nato il 15 Aprile 1959 a Roma. Fin da giovane milita in gruppi di matrice nera. Nel 1977 diventa leader del gruppo di estrema destra Lotta Studentesca e in seguito di Terza Posizione (associazione poi dissolta perché accusata di essere di impronta neofascista). Nella sentenza N. 2001/0034 a carico del terrorista Luigi Ciavardini si trova scritto “Terza Posizione intendeva costituire formazioni eversive gerarchicamente organizzate in grado di compiere, nell’ambito di un progetto politico unitario e sotto un’unica direzione, attentati terroristici su obiettivi mirati in tutto il territorio nazionale.”

Un testimone, Leonardo Giovagnini, riferì che Fiore nel 1980 gli disse che “il movimento era diventato molto forte e che in sostanza perseguiva finalità eversive nel senso che il movimento, attraverso azioni militari destabilizzanti, si riprometteva di creare i presupposti per una rivoluzione di popolo. Mi disse anche che il movimento era armato e che aveva mezzi sufficienti per riuscire nell’intento. Nella circostanza mi fece anche presente che tutti i militanti erano armati e pronti a compiere azioni terroristiche.”
Negli anni l’uomo viene sospettato di aver progettato e/o eseguito numerosi attentati sopratutto contro obiettivi definiti “comunisti”

Il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 nella sala d’aspetto di II° classe della stazione ferroviaria di Bologna esplode una bomba, 85 morti e oltre 200 feriti. Il più doloroso atto terroristico dal dopoguerra.

Il 22 agosto 1980 la DIGOS di Roma trasmette alla Procura della Repubblica di Bologna un rapporto di denuncia a carico di Fiore per “concorso ispirativo nel delitto di strage, banda armata, associaz

ione sovversiva ed altro”. Il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emette, con protocollo 77/80, un ordine di cattura per Roberto Fiore assieme ad alcuni altri membri del NAR, i Nuclei Armati Rivoluzionari, un gruppo terrorista di estrema destra che in quattro anni si è reso responsabile di ben 33 omicidi.
Fiore fugge quindi a Londra dove conosce Nicholas John Griffin, un politico di estrema destra esponente del Fronte Nazionale inglese. Con lui fonda il partito Terza Posizione Internazionale.
Il 20 maggio 1981 la Procura della Repubblica richiede l’emissione di comunicazione giudiziaria con l’accusa di strage e delitti connessi, nei confronti di Roberto Fiore. La procura scrive “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del FIORE, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del FIORE in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’ADINOLFI, per organizzare attentati.”
Il 29 luglio 1981 viene emesso un altro ordine di cattura a carico di Fiore per trasporto illegale di armi ed esplosivo, procedimento che viene accorpato a quello per strage.
Il 12 settembre 1982 Fiore viene arrestato da Scotland Yard a Londra a seguito di un mandato di cattura internazionale per associazione sovversiva emesso dalla magistratura italiana. Viene chiesta l’estradizione che però viene rifiutata dalle autorità britannica poiché ritenuta una richiesta di natura politica e quindi inaccetabile.
Fiore è libero e comincia la sua latitanza inglese. La rivista Searchlight e il giornale Sunday Express sostengono che la sua latitanza venne protetta dai servizi segreti, così come risulterebbe anche da un

informativa del MI5, l’agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito.Nel 1985 Roberto Fiore viene condannato dalla magistratura italiana per banda armata (in associazione con i NAR) e associazione sovversiva.
A Londra nel 1986, grazie all’amicizia con Nicholas Griffin, Fiore fonda con il terrorista Massimo Morsello la “Meeting Point”, diventata poi Easy London, un azienda che fornisce impiego e alloggio a giovani studenti e lavoratori intenzionati a vivere a Londra. L’azienda presto arriva a fruttare oltre 15 milioni di euro. Questa organizzazione nell’estate 2005 è stata indagata per aver maltrattato, violentato e incatenato dei ragazzi italiani in un suo campus. Nel 2007 nasce CL English Language, un collegio per gli studenti stranieri.
Fiore è anche proprietario di circa 1300 appartamenti, di una catena di ristoranti, di negozi alimentari di prodotti italiani, di una casa discografica e di alcune scuole di lingua.
In una relazione pubblicata nel dicembre 1991 dalla Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sul razzismo e la xenofobia Roberto Fiore viene indicato quale agente dell’MI6, una branca dell’Intelligence Service britannico.
Nel 1997, sempre in compagnia del terrorista Morsello e grazie all’enorme fortuna accumulata, fonda il partito politico di ultra destra Forza Nuova.
Nel 1999 i reati di cui è accusato Fiore vanno in prescrizione e l’uomo, il 21 aprile, rientra in Italia dopo 19 anni di dorata latitanza.
Nel giugno 1999 una nota del Sisde, i servizi segreti italiani, segnala un accordo tra FN e alcuni fanatici di Militia Christi per iniziative, anche violente, contro l’aborto, la presenza di commercianti ebrei e gli status simbol americani quali McDonald’s o il Blockbuster.
Nella “Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi” presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino si ipotizza il coinvolgimento di Fiore nell’attentato al quotidiano Il Manifesto avvenuta nel dicembre 2000. L’attentato fu infatti compiuto da Andrea Insabato, braccio destro di Fiore da lui stipendiato.
Dal 2002 Fiore si è buttato anche in un altro business, acquista piccole aziende e terreni in Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia per trasformarli in comunità rurali dove si predica l’ideologia fascista e (testualmente) dove verrà insegnato ai giovani europei a smetterla di “parlare, muoversi, agire come dei negri”.

A fatti dichiarati, a voi la parola.

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  1. Grande! Ormai sicura è la dura sorte, del fascista vile e traditor!

  1. 8 maggio 2014
    Trackback from : Barbara

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