La guerra del contante

“L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa è la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire.”

Paesi distrutti, città bombardate, famiglie lacerate. Questa è oggi la definizione di Afghanistan. Un paese caduto nella trappola della guerra per il contante.
I nostri cari alleati statunitensi, a cui piace tanto vedere il contante entrare nelle proprie tasche, il suo profumo diffondersi per Wall-Street, non hanno sopportato vedersi coinvolta per la prima volta in un vero e doloroso conflitto.
Fu l’11 settembre del 2001, quando un aereo, presumibilmente pilotato e dirottato da esponenti di Al-Quaida, si precipitò sul centro di Manhattan, sulle Twin Towers.
Il sangue sporcò le stelle e strisce, distrusse quell’aria di impenetrabilità, di potenza incrollabile, ferendo il cuore politico dell’occidente con il più grave e imponente attentato terroristico che la storia possa ricordare.
Un mese è il Medio-Oriente sarebbe stato invaso dai bellicosi USA, sotto la guida di Busch.
Ma cosa ha risolto la guerra? Al-Quaida è stato distrutto? Osama Bin Laden è stato arrestato? Il terrorismo è stato sconfitto?
Domanda filosofica. Neanche gli USA lo sanno. La guerra da loro iniziata porterà pure la pace, porterà la democrazia, porterà la prosperità.
Ma a che costo? Questo è il costo:

Bambini vittima di attentati. Non importa se questi siano dei Talebani o degli americani.
Entra di mezzo la vita. Il petrolio e i contanti valgono il prezzo di vite umane?
Non so, provate ad immaginare vostra sorella, vostro fratello in queste condizioni, vostra madre, vostro padre, un vostro amico. Chi vi è più caro in queste condizioni.
La lotta al terrorismo è la più banale delle scuse. Gli Stati Uniti hanno invaso Iraq e Afghanistan solo perché in quella zona è presente più dei 3/10 del petrolio mondiale, che minacciava di cadere nelle mani di dittatori e di governi antiamericani.
Si dovrebbe, dunque invadere l’Iran, la Cina, Cuba, Corea del Nord, la Libia, l’Italia [ah, no! Noi non abbiamo petrolio e il nostro dittatore lecca il culo a tutti…], solo perché hanno dei beni materiali e sono vittime di dittature “anti-americane”?
La guerra è costata 5 mila morti militari, dei civili non si sa, il paese della libertà non vuole pubblicare nessun dato.
E’ costata invece al governo italiano, 300 milioni di euro solo per pagare i militari e per l’equipaggiamento. All’incirca 300 mila euro sono andati alla Croce rossa, per tutti gli ospedali creati.
La Russa, il Ministro della Difesa aveva poi proposto in parlamento di armare i caccia italiani con bombe.
Forse non si è ancora capito che la guerriglia non si vince con la forza e l’imponenza di un esercito regolare. La guerriglia è come una fastidiosa allergia, ricompare e ricompare, dando un’effimera tregua, ma mai duratura.
La guerriglia compare d’ovunque, miete morti con incredibile destrezza. Una macchina da guerra irregolare, imprecisa, anomala, ma tanto efficace da uccidere con estrema potenza.
Ma oltre a opinioni sulle tecniche di guerra, servirebbe comprendere una cosa. Siamo nel 2010, in un’epoca moderna. Abbiamo passato un secolo di guerre, di tensioni, di dolori, abbiamo visti genocidi, massacri, ma non abbiamo capito ancora cosa sia.
La pace avversa la guerra, come la vita avversa la morte. E il valore fondamentale della vita è la libertà.
Recentemente gli Stati Uniti hanno fatto enorme propaganda tra gli stati sudditi dell’obbiettivo raggiunto, quello delle elezioni “libere” in Afghanistan e Iraq.
In Afghanistan il tasso di analfabetismo è del 73%. Questa è libertà di voto? Questo significa essere capaci di votare? 7 persone su 10 non sanno né leggere, né scrivere, non conoscono la storia, non conoscono il mondo, sono piccoli villaggi sparsi per un territorio montuoso e desertico. Solo Kabul e qualche altro centro importante hanno cittadini istruiti. Il resto sono ignoranti.
Nel dizionario USA questo significa libertà, democrazia.
Una democrazia imposta, obbligata, una democrazia da occupazione. Serve un nuovo movimento, che possa ridare la speranza in futuro, per tutti i giovani, per tutti gli afghani, per tutte le vittime di guerre
Non esistono liberatori, i popoli si liberano da soli. Con cultura e coraggio.

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