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Crocifisso:emblema religioso o segno d’identità nazionale?

Era il 2002 quando Soile Lautsi, cittadina finlandese residente in Italia ,presso Abano Terme(PD), appellava lo Stato di eliminare il crocifisso dalle scuole che i figli frequentavano. La richiesta creò subito un certo scompenso al nostro Paese,addormentato e poco pronto alle trasgressività e alle nuove idee. La donna,sosteneva che il simbolo in questione lasciasse trasparire un certo orientamento di idee ,un determinato modo di vedere la religione o comunque di affermarne la tipologia dominante . -“Se il crocifisso è presente nelle aule il motivo non è l’indottrinamento ,ma si tratta di un’espressione del sentimento popolare ,che è alla base dell’identità nazionale”- così esordì nella sua arringa il legale Nicola Lettieri. Se scaviamo a fondo,vedremo che il tenere il crocifisso in classe ha origini nell’epoca Fascista,perciò inutile è evitare di farlo sembrare un qualcosa che chiude la nostra mentalità abituandoci a crescere in particolar modo affiancati da esso e dalla religione che vi è prossima. Nonostante tutto questo discutere e ribadire l’argomento, la cosa è stata lasciata in sospeso,o meglio,niente si è fatto poiché la signora finlandese potesse trarne una qualche soddisfazione. Al contrario,ancora oggi,nonostante ci siano ancora persone(e non poche) contrarie all’esposizione del crocifisso nelle aule,il simbolo rimane lì,appeso alla parete delle nostre aule grigie e fredde,come sordo stereotipo del Cattolicesimo , della cosiddetta religione di Stato. Nel giugno 2010 si è svolta un’udienza a Strasburgo circa l’argomento del crocifisso,all’interno della quale la nostra Italia ha deciso di sostenere la presenza del simbolo in aule ed ambienti pubblici,affiancata da altri Paesi europei quali Grecia,Armenia,Cipro,Russia,Malta,Lituania ,San Marino,Romania(Stati i quali hanno presenziato alla seduta presso Strasburgo) ed altri quattro,ovvero Albania,Ucraina,Moldavia e Serbia(i quali invece hanno partecipato mediante un verbale a favore dell’emblema religioso).Il risultato della sentenza si avrà solo a dicembre(ossia dopo che sei mesi siano passati dalla data dell’udienza stessa).In ogni caso, i ministri italiani,che esplicitamente appoggiano la presenza del crocifisso,sono ottimisti ed hanno la sicurezza nell’esito per loro positivo della seduta di giugno,per citarne alcuni, il ministro degli esteri Franco Frattini e quello all’Istruzione Mariastella Gelmini. A parer mio , il fatto di mantenere vivo l’uso di avere il crocifisso in classe,segno emblematico di una religione, più che di identità nazionale,è negativo. Non sono d’accordo con l’ostentare il Cattolicesimo in ambienti pubblici ,primo fra tutti la scuola che più di ogni altro luogo dona un’impronta al nostro essere,perché può risultare un segno di identificazione ,ma anche di chiusura ad una singola religione,ad un solo modo di vedere le cose. L’argomento che ho deciso di toccare è alquanto delicato,lo so, e sicuramente il mio modo di vedere le cose può sembrare un po’ drastico,esagerato e sicuramente contestabile,ma se devo dare un mio parere,eccolo. Sarò ben contenta di sentire eventuali commenti ,meglio ancora se contrari a quello che è il mio estremo.
Saluti =)
Benedetta Brincivalli
PS: non che io abbia niente in contrario al tenere il crocifisso in ambienti privati,o al crocifisso stesso,ma non riesco a tollerare l’idea di porlo così all’interno di ambienti pubblici,che vengono condivisi da persone con idee di tipologia diversa,nonostante il fatto che il Cattolicesimo sia la religione prevalente.

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