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11/11/99 – 11/1/11

Due date. Beh, che anniversario ricorre oggi? Oggi ricorre l’anniversario di chi la vita non più riNcorre. Precisamente, nasce a Genova, il 18 febbraio 1940 e defunge a Milano precisamente 12 anni fa, Fabrizio Cristiano De André. Poeta, cantautore, compositore, scrittore e chi più ne ha più ne metta, aggiungerei italianissimo, ha lasciato al patrimonio mondiale, e nazionale soprattutto, una meravigliosa immagine di poesia e musica. Difatti a suo nome possiamo anche vedere intitolati dalle istituzioni parchi, biblioteche, vie, piazze e scuole.
Purtroppo, e ne sono dispiaciuto perchè avrei voluto approfondire, anche se credo che se ognuno di noi ne abbia il coraggio, può trovare gradite informazioni sull’artista, o costruirsene (quel ch’io consiglio) un’immagine soggettiva udendo solamente le sue opere, il tempo che ho non mi aiuta, e siccome non mi piacerebbe sacrificare nulla al dio Crono suggerisco una tra le più, forse non famosa ma, come suggerisce un sussurro nel vento (e via con le citazioni ad altri autori…) rappresentative canzoni firmate “Faber”.

Qui di seguito, Via del Campo in versione live, con orchestra; una delle sue ultime esecuzioni, 13 e 14 febbraio 1998 nella Capitale.

Ne cito la frase che secondo me pare più significativa, e con la quale si conclude la canzon… Ehm, credo sia meglio dire, la poesia.
“Dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascono fiori”

E non è poco trovar gente che tenga conto di ciò, al giorno d’oggi.

Le “Forze Nuove” del fascismo.

Se questa mattina vi foste trovati nei pressi della piazza centrale di Montesilvano, comune nella provincia di Pescara, vi sareste certamente accorti dell’iniziativa che una decina di militanti di Forza Nuova ha messo in atto: sotto vesti pacifiche, hanno consegnato un’ottantina di sacchetti contenenti generi di prima necessità alla popolazione (carta igienica, farina, sale, pasta, olio e pannoloni), che però doveva soddisfare una condizione, e cioè possedere la cittadinanza italiana. Ed è proprio su questo ultimo punto che mi vorrei soffermare: sotto le mentite spoglie della beneficienza il partito di estrema destra, come suo consueto, ha esposto la sua provocazione razzista verso extracomunitari, rom e profughi e non sono mancati gli insulti canzonatori ed i gesti di scherno verso un gruppo di questi ultimi che richiedeva quei generi alimentari necessari ad ogni uomo per vivere. Sembra proprio che i “bianchi purosangue” del partito non riescano a tollerare che persone con un sangue apparentemente , e sottolineo apparentemente, diverso nelle vene si approprino di cose comprate con i “loro” soldi.
Siamo agli inizi del neo-fascismo. E del neo-razzismo. E, se proprio vogliamo completare la triade, del neo-nazismo.

Continuando sull’argomento Forza Nuova, ciò che mi ha molto colpito nel primo pomeriggio di oggi è stato scoprire la biografia del leader del partito, Roberto Fiore. Cercando su Wikipedia con chiave “Roberto Fiore” otteniamo questo: Attenzione: questa pagina è stata oscurata e bloccata a scopo cautelativo a seguito di minaccia di azioni legali. Verrà eventualmente ripristinata alla fine della vicenda che la riguarda.” (http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Fiore)
Dunque cos’è tanto criminoso da non poter esser condiviso nemmeno sull’enciclopedia on-line più famosa della rete?

Di seguito riporto l’articolo di Susanna Ambivero dal settimanale Nuova Società, che ritengo molto accreditato, e che non saprei riscrivere diversamente.

Roberto Fiore è nato il 15 Aprile 1959 a Roma. Fin da giovane milita in gruppi di matrice nera. Nel 1977 diventa leader del gruppo di estrema destra Lotta Studentesca e in seguito di Terza Posizione (associazione poi dissolta perché accusata di essere di impronta neofascista). Nella sentenza N. 2001/0034 a carico del terrorista Luigi Ciavardini si trova scritto “Terza Posizione intendeva costituire formazioni eversive gerarchicamente organizzate in grado di compiere, nell’ambito di un progetto politico unitario e sotto un’unica direzione, attentati terroristici su obiettivi mirati in tutto il territorio nazionale.”

Un testimone, Leonardo Giovagnini, riferì che Fiore nel 1980 gli disse che “il movimento era diventato molto forte e che in sostanza perseguiva finalità eversive nel senso che il movimento, attraverso azioni militari destabilizzanti, si riprometteva di creare i presupposti per una rivoluzione di popolo. Mi disse anche che il movimento era armato e che aveva mezzi sufficienti per riuscire nell’intento. Nella circostanza mi fece anche presente che tutti i militanti erano armati e pronti a compiere azioni terroristiche.”
Negli anni l’uomo viene sospettato di aver progettato e/o eseguito numerosi attentati sopratutto contro obiettivi definiti “comunisti”

Il 2 agosto 1980 alle ore 10.25 nella sala d’aspetto di II° classe della stazione ferroviaria di Bologna esplode una bomba, 85 morti e oltre 200 feriti. Il più doloroso atto terroristico dal dopoguerra.

Il 22 agosto 1980 la DIGOS di Roma trasmette alla Procura della Repubblica di Bologna un rapporto di denuncia a carico di Fiore per “concorso ispirativo nel delitto di strage, banda armata, associaz

ione sovversiva ed altro”. Il 26 agosto 1980 la Procura della Repubblica di Bologna emette, con protocollo 77/80, un ordine di cattura per Roberto Fiore assieme ad alcuni altri membri del NAR, i Nuclei Armati Rivoluzionari, un gruppo terrorista di estrema destra che in quattro anni si è reso responsabile di ben 33 omicidi.
Fiore fugge quindi a Londra dove conosce Nicholas John Griffin, un politico di estrema destra esponente del Fronte Nazionale inglese. Con lui fonda il partito Terza Posizione Internazionale.
Il 20 maggio 1981 la Procura della Repubblica richiede l’emissione di comunicazione giudiziaria con l’accusa di strage e delitti connessi, nei confronti di Roberto Fiore. La procura scrive “gli indizi risultano dalla complessa attività criminosa del FIORE, e dagli elementi emergenti dal proc. Quex circa la presenza del FIORE in Bologna nel marzo 1980, unitamente all’ADINOLFI, per organizzare attentati.”
Il 29 luglio 1981 viene emesso un altro ordine di cattura a carico di Fiore per trasporto illegale di armi ed esplosivo, procedimento che viene accorpato a quello per strage.
Il 12 settembre 1982 Fiore viene arrestato da Scotland Yard a Londra a seguito di un mandato di cattura internazionale per associazione sovversiva emesso dalla magistratura italiana. Viene chiesta l’estradizione che però viene rifiutata dalle autorità britannica poiché ritenuta una richiesta di natura politica e quindi inaccetabile.
Fiore è libero e comincia la sua latitanza inglese. La rivista Searchlight e il giornale Sunday Express sostengono che la sua latitanza venne protetta dai servizi segreti, così come risulterebbe anche da un

informativa del MI5, l’agenzia per la sicurezza e il controspionaggio del Regno Unito.Nel 1985 Roberto Fiore viene condannato dalla magistratura italiana per banda armata (in associazione con i NAR) e associazione sovversiva.
A Londra nel 1986, grazie all’amicizia con Nicholas Griffin, Fiore fonda con il terrorista Massimo Morsello la “Meeting Point”, diventata poi Easy London, un azienda che fornisce impiego e alloggio a giovani studenti e lavoratori intenzionati a vivere a Londra. L’azienda presto arriva a fruttare oltre 15 milioni di euro. Questa organizzazione nell’estate 2005 è stata indagata per aver maltrattato, violentato e incatenato dei ragazzi italiani in un suo campus. Nel 2007 nasce CL English Language, un collegio per gli studenti stranieri.
Fiore è anche proprietario di circa 1300 appartamenti, di una catena di ristoranti, di negozi alimentari di prodotti italiani, di una casa discografica e di alcune scuole di lingua.
In una relazione pubblicata nel dicembre 1991 dalla Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sul razzismo e la xenofobia Roberto Fiore viene indicato quale agente dell’MI6, una branca dell’Intelligence Service britannico.
Nel 1997, sempre in compagnia del terrorista Morsello e grazie all’enorme fortuna accumulata, fonda il partito politico di ultra destra Forza Nuova.
Nel 1999 i reati di cui è accusato Fiore vanno in prescrizione e l’uomo, il 21 aprile, rientra in Italia dopo 19 anni di dorata latitanza.
Nel giugno 1999 una nota del Sisde, i servizi segreti italiani, segnala un accordo tra FN e alcuni fanatici di Militia Christi per iniziative, anche violente, contro l’aborto, la presenza di commercianti ebrei e gli status simbol americani quali McDonald’s o il Blockbuster.
Nella “Commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi” presieduta dal senatore Giovanni Pellegrino si ipotizza il coinvolgimento di Fiore nell’attentato al quotidiano Il Manifesto avvenuta nel dicembre 2000. L’attentato fu infatti compiuto da Andrea Insabato, braccio destro di Fiore da lui stipendiato.
Dal 2002 Fiore si è buttato anche in un altro business, acquista piccole aziende e terreni in Italia, Inghilterra, Spagna e Polonia per trasformarli in comunità rurali dove si predica l’ideologia fascista e (testualmente) dove verrà insegnato ai giovani europei a smetterla di “parlare, muoversi, agire come dei negri”.

A fatti dichiarati, a voi la parola.

Vengo via con lui

A quanto pare, sembra che finalmente la direzione generale Rai si sia decisa a mandare in onda il programma “Vieni via con me”, condotto da Fabio Fazio, già conduttore del celebre “Che tempo che fa”, e Roberto Saviano, scrittore del famosissimo libro “Gomorra” e da anni combattente per i diritti civili e protagonista nella lotta contro la mafia.

Ma perchè finalmente in onda?
Finalmente perchè il programma è stato boicottato ed ostacolato dal direttore generale della rete Mauro Masi sin dalla sua pre-programmazione, tirando in ballo, tra le tante, la scusa del troppo elevato costo dei contratti dei personaggi che sarebbero intervenuti durante le puntate.
Il programma ha difatti subito più di una ingiustizia: in un primo momento, fu comunicato ai conduttori che al posto delle quattro puntate, se ne sarebbero dovute far due, ed oltretutto queste sarebbero state mandate in onda gli stessi giorni delle partite di Champions Legaue (una settimana sì e due no), poi il mercoledì, e dopo ancora, fu comunicato che i giorni di messa in onda della trasmissione “dovranno coincidere con le puntate del Grande Fratello”, quindi il lunedì. Poi il sopracitato caso dei contratti, rimandati a 3 settimane dal varo del nuovo programma, cosa alquanto complicata, perchè si sarebbe lasciato tutto agli ultimi giorni, aumentando le complicazioni.

Paolo Ruffini, direttore di Rai 3, scrive riguardo il caso:
“Roberto Saviano e’ uno scrittore al quale noi tutti come cittadini prima ancora che come operatori televisivi, in particolare del servizio pubblico, dobbiamo gratitudine per la battaglia civile che da anni conduce. Roberto Benigni e’ uno dei piu’ grandi artisti di questo Paese. Fabio Fazio e’ l’autore e conduttore di uno dei piu’ bei programmi della televisione italiana. Da mesi, esattamente da febbraio, Rai3 ha in cantiere “Vieni via con me”, un programma con Fabio Fazio e Roberto Saviano, la punta di diamante della nostra programmazione autunnale, e il suo costo rientra nel budget che ci è stato assegnato”.
Ruffini continua scrivendo: “Per mesi questo progetto e’ stato tenuto a bagnomaria dalla Direzione Generale che, nonostante i palinsesti siano stati presentati ufficialmente a giugno, solo a settembre ha firmato la scheda proposta programmi, la trattativa per la contrattualizzazione degli ospiti delle prime puntate (Roberto Benigni, Paolo Rossi, Antonio Albanese) era stata da poco conclusa a condizioni ritenute dalla Vice Direzione Generale competente particolarmente vantaggiose e senza che nessuno degli artisti coinvolti abbia posto obiezioni alle proposte ricevute dalla stessa Rai. Mi sfuggono le ragioni per cui la Rai abbia smentito se stessa”, continua: “E mi scuso per questo con gli artisti coinvolti. La domanda che tutte le persone coinvolte nel progetto ora pongono a Rai 3 e alla quale Rai3 non sa dare una risposta e’ : perche’ la Rai smentisce se stessa a cosi’ pochi giorni dalla messa in onda? Che garanzie ci sono sulle prossime contrattualizzazioni? Ma la Rai questo programma lo vuole davvero fare o ne ha paura?”. Il direttore conclude: ” Certo cosi’ e’ difficile fare televisione”.
Detto ciò, può anche esser riferito che gli ospiti dai contratti troppo costosi si sono anche offerti di presenziare alle puntate in modo totalmente gratuito, per dimostrare la falsità dei dirigenti e per manifestare l’interesse di parlare di enormi problemi attualissimi in Italia al grande pubblico.

Questa, in sintesi è la scaletta degli avvenimenti che già contrassegnano il programma, prima ancora del suo inizio, tra quelli fastidiosi al presidente della Rai (ed a quello del Consiglio quindi). Come lo sono anche Annozero o Report, ad esempio.
Non ci resta che sperare di vedere un ottimo programma su un canale che già contribuisce al ruolo dell’informazione corretta in questo Paese.

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