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Delitto di paese.

Un delitto è sempre un brutto affare. Il delitto di una ragazzina di 15 anni 
lo è ancora di più. Se l'omicida è un membro della famiglia parte lo scandalo. 
Se il tutto avviene in un paesino di poche migliaia di anime nel profondo sud 
siamo nel campo della mitologia.

Maledetto quel 26 agosto...

Un piccolo paese del sud Italia stravolto da una storia degna di un giallo 
holliwoodiano. Una semplice ragazzina di 15 anni si trova di fronte un 
fantasma, che la uccide e (forse) ne sevizia il corpo una volta spirata. Poi, 
con indifferenza e semplicità, la carica in macchina e la trascina nelle 
campagne avetranesi, dove la seppellisce e ricopre il tutto con estrema calma e 
raziocinio. Dopo 43 giorni di psicosi ed ipotesi di novelli Sherlok Holmes ("E' 
scappata con un uomo", "Aveva 1500 contatti Facebook, la chiave è lì", "Era 
depressa") viene fuori l'insospettabile. Lo zio, Michele Misseri, confessa 
omicidio e violenza necrofila alle forze dell'ordine dopo un interrogatorio di 
10 ore. Notizia data, casualmente, in diretta nazionale durante la trasmissione 
'Chi l'ha visto?', condotta dalla sobrissima Stefania Sciarelli, che tra uno 
stupro ed un sequestro trova perfettamente il modo di infilarci la pubblicità 
della Fiat. Come dire, se dovete uccidere, sequestrare e seppellire vostra 
nipote, almeno fate aumentare il fatturato Rai.

Si scatena un'ondata di follia in tutta la penisola. Chi sviene pensando 
all'orribile reato, chi tira fuori dagli archivi giuridici improbabili 
possibilità di pena di morte, chi lo vorrebbe lasciare ai carcerati. 

Sì, state pensando che siamo un paese civile. Lo siamo eccome. Difatti l'orco 
di Avetrana (ribattezzato così dopo pochi secondi dalla confessione!) diviene 
improvvisamente il capro espiatorio dei mali del mondo. Stavano per 
attribuirgli anche l'attentato alle Twin Towers e il terremoto di San Francisco 
del 1906 se il 15 ottobre la figlia, nonchè cugina della neo pop-star Sarah, 
non fosse stata incriminata per concorso in omicidio, concorso in occultamento 
di cadavere e sequestro di persona. I giustizialisti del mercoledì precedente 
si trasformano improvvisamente in sensitivi con doni sovraumani. Tutti lo 
sapevano. Tutti ne erano al corrente. Quello che era l'uomo peggiore del mondo 
diviene ora il pater familias della familias più degenerata del globo. 

La storia della povera Sarah ha contorni macabri e animaleschi, su cui credo 
sia doveroso tacere ma lasciare tutto al vaglio di inquirenti e magistratura, 
che svolgeranno senza dubbio con perizia il proprio dovere. Credo invece sia 
d'obbligo spendere solo quattro parole sugli italiani: UN POPOLO DI CAPRE. 
Giustizialisti all'occorrenza, sensitivi appena ce n'è possibilità.  Opportunisti dell'ultima ora, che si cibano di miserie umane dalla carcassa della D'Urso la domenica pomeriggio. Sciacalli senza ritegno, maniaci dell'orrore ed irrispettosi di una vita umana così presto tolta all'innocenza. 
Il 'fantasma'dell'assassino necrofilo lo troveranno i magistrati. Io per ora ho 
trovato solo scheletri necrofagi in giro per le strade.

Ed ora chiamatemi Messia.

Di Lorenzo Alemanno.

Presentiamoci InFormando

Scrivendo, imparando.

Si può scrivere qualche articolo, qualche frase, qualche citazione, senza avere troppa paura delle conseguenze che queste possono generare. Ma un giornale? Ma un intero giornale? In una fresca mattina di settembre, quelle in cui respiri l’aria frizzante e senti nelle vene la forza della giovinezza con la quale sai che potrai scavalcare ogni ostacolo e fare qualsiasi cosa mi è venuta un’ idea. Leggevo gli articoli dei vari quotidiani e mi son detto, “Ma perchè non ne faccio uno anche io, magari con persone della mia stessa età?” E quell’idea, ora, si sta trasformando in fatti. Con i primi contatti con quelli che tra gli amici di Facebook potevano svolgere il compito, davvero gravoso, di fare i giornalisti e con le prime idee ho iniziato a muovermi. Chi avrebbe mai pensato ad un giornale? Chi ne avrebbe avuto il coraggio? NOI! Mi hanno risposto entusiasti coloro che presto vedrete all’opera. E ci impegneremo al massimo per darvi tutto quello che abbiamo. Scriviamo per informare e per imparare ancora.

Infine, per un giornale, un giornale vero, ho pensato ci volesse un manifesto, un testo indicativo.

Eccolo qua:

NOI siamo liberi,

NOI siamo giovani,

NOI siamo informati,

NOI siamo indignati,

NOI siamo indipendenti,

NOI siamo schifati,

NOI siamo educati,

NOI siamo giornalisti,

NOI siamo cittadini.

Noi NON siamo corrotti,

Noi NON serviamo il padrone,

Noi NON siamo mafiosi,

Noi NON siamo “furbetti”,

Noi NON abbiamo paura,

Noi NON siamo razzisti,

Noi NON siamo omofobi,

Noi NON siamo fascisti.

NOI rispettiamo tutti,

NOI rispettiamo la Costituzione e le leggi dello Stato.

Buona lettura, la Redazione (:

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