Il PD senza una L

E ci risiamo. Come uno specchio, a sinistra succede come a destra. Ora è Veltroni a “spaccare” il partito, e Bersani a minacciare i “secessionisti”. Ma davvero non esiste più una normale dialettica tra membri di un partito? Un dialogo che possa essere accrescitivo? Nuova pappa per i giornalisti italiani, che speriamo non alzino i toni di una politica che ha perso completamente la funzione per cui era nata.

MM

Matematica in Amore?

Piano piano ce la vogliono fare, anche questa. Matematica per spiegare dinamiche d’amore. Ricercatori inglesi, ad Oxford, hanno messo a punto un’equazione che dice che quando trovi l’anima gemella, perdi in media due amici del cuore. Davvero il nostro cuore ha un numero di posti limitato? Questa è davvero “Matematica Impertinente”.

InForma di Appunti

Presento la mia parte in questo bellissimo progetto che si è appena aperto, una sezione la quale ho ritenuto inaugurare a seguito dell’esperienza vissuta da rappresentante di istituto di un Liceo Scientifico. L’ho chiamata In Forma di Appunti, perché non farò altro che sintetizzare le più importanti notizie come se fossero appunti grezzi di un giornalista, da sfogliare per tenersi aggiornati in questo mondo che tanto velocemente si evolve. Forse spesso saranno pillole “pungenti” o “amare”, espressione dell’amarezza che porto dentro, ma badate, non sono scettico. A volte saranno invece curiosità, a volte provocazioni. Tutto denso e sintetico, così la capacità che tanto mi criticavano le maestre delle elementari e che ora mi porto al liceo per “matematici” sarà servita a qualcosa.

Buona lettura,

MM

Cresimania.

Cronaca di un’ordinaria Santa Ipocrisia.

Sono le 11 meno qualche minuto quando mi affaccio dal finestrino della macchina che percorre a passo di lumaca le vie del centro. Vedo il Duomo, la cattedrale, che si prepara ad ospitare la Cresima di più di quaranta ragazzi. Vedo un po’ di gente ma solo quando scendo e osservo con attenzione capisco l’entità dell’evento. Nemmeno fosse il Giubileo, decine e decine di persone ronzano attorno alle porte e alle macchine che continuano ad accumularsi nei parcheggi, legali e non. Quando dalla Chiesetta lì vicino esce la fila dei cresimandi con in testa i parroci e con a fianco padrini e madrine inizio a fiutare qualcosa che non va. Ma cos’è? Vedo un sacco di persone che si spingono e scalciano pur di entrare in Chiesa, sembrano tutti felici e contenti. Poi, forse, intuisco qualcosa. All’entrata della cattedrale c’è una calca mostruosa, così come sul fondo delle tre navate. Ma basta guardare un po’ più avanti: il vuoto. Sotto l’altare c’è il semicerchio dei ragazzi che si stanno per cresimare, poi quello di padrini e madrine. Dopo ancora, nelle panche adiacenti, quasi nessuno, se non qualche fotografo sudato. Basta questo colpo d’occhio per capire che le persone che sono lì quel giorno (non tutte, intendiamoci), sono lì per assistere. Non per partecipare ad una funzione della religione in cui credono ma per assistere ad una forma arcana di rituali che non ricordano più e di cui non conoscono il perché (e probabilmente non l’hanno mai conosciuto). Hanno capito, forse inconsciamente, come svuotare di ogni significato il cattolicesimo. Vedendo madri infuriate con la macchina fotografica appesa al polso ( qualcuna anche con mollette, gioelli o cellulari vari stretti tra i denti) inseguire i bambini innervositi e già stanchi di annoiarsi che le tirano per mano e urlano; vedendo persone che in Chiesa non mettevano piede da una vita, e, fino a oggi, se ne fregavano altamente di Dio e del Suo giorno di festa; vedendo ragazze con tacchi 25, minigonne più mini che gonne e scollature che mostrano generosamente interi décolleté, mi chiedo se sono davvero in una Chiesa di pudici cattolici. Mi chiedo se quelle persone si rendono conto della completa idiozia che dimostrano. Mi chiedo se sono coscienti di star svuotando a tal punto i Sacramenti da renderli, per loro stessi e soprattutto per i loro figli, una noiosa scocciatura. Da sopportare però, per ricevere i regali dai parenti. E anche qui la tradizionale orgia di doni sfiora e spesso oltrepassa i limiti del ridicolo: vedi bambini entusiasti, già dimentichi di Dio, tuffarsi tra le braccia di vecchie zie puzzolenti e mai viste prima pur di ricevere le “bustarelle” colme di soldi e gli svariati pacchi e pacchettini preparati con cura per l’occasione. Quanti sono quelli che vedono la Cresima come un passo importante della loro crescita? Quanti la considerano una scelta da fare con attenzione e non obbligatoria? Purtroppo, diventando normalità e quotidianità, la religione come molte altre cose diventa accessoria e inutile se non per i suddetti regali e i complimenti dei parenti. Il Vaticano poi, con i suoi cardinali e con i suoi frati di periferia non fa niente per rinnovare la Fede, come invece dovrebbe essere loro compito. Che gli frega ad un tredicenne dei sette doni di Dio? Basti pensare alla voglia e all’entusiasmo che usano per svegliarsi prima la domenica per andare a Messa. Quindi, genitori, pensateci bene prima di far cresimare vostro figlio, e non abbiate paura delle pressioni (spesso psicologiche) che potranno fare sia a voi sia a lui, le altre persone, dai compagni di scuola al prete della Parrocchia. Pensateci bene e non fate diventare la Cresima semplicemente una perdita di tempo e un inutile quanto ipocrita conformismo.

Post Scrittum: la “predica” viene da me, che sono ateo. Riflettete.

Dalla (a)politica, chiamata all’impegno

Quante volte mi capita di sentire tra i giovani che la politica è una cosa noiosa, brutta, inutile e da vecchi. Quante volte mi tocca sentire che i politici sono tutti uguali, fanno solo i loro interessi e che la politica è una cosa di cui è meglio non interessarsi. Meglio una partita di calcio, pensare ai fatti propri, rinchiudersi nel proprio guscio e fregarsene di tutto ciò che accade intorno, al proprio paese e nel mondo.

Viviamo in una società malata fondata sul consumismo estremo. Il concetto di “necessario” non esiste più ed ogni forma di desiderio deve essere soddisfatta. I diritti sono fondamentali, i doveri … magari un’altra volta. La solidarietà e la gratuità sono concetti ormai lontani dalla quotidianità. Se non si riceve guadagno da una determinata azione, non la si compie, anche se può fare del bene ad un altro individuo o ad una comunità.

Il mondo che abitiamo è sicuramente ostico e diverso da quello che tutti noi vorremmo. È un mondo pieno di egoismo, ingiustizie, favoritismi, menefreghismo, odio, disuguaglianze…

Il mondo è quello che i suoi abitanti meritano, e che hanno anche inconsciamente, voluto o contribuito a costituire con la loro indifferenza. I nostri governanti/politici hanno dato una mano a produrre la società malsana di oggi e sono lo specchio dei cittadini, che hanno dato loro il mandato a governare. Sta a noi informarci ed attivarci affinché il potere arrivi nelle mani delle persone che hanno a cuore la cosa pubblica e non “la cosa personale”.

“Il mondo è quel disastro che vedete, non tanto per i guai combinati dai malfattori, ma per l’inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.” Albert Einstein

Se ogni giusto, che si definisce tale, provasse, nel suo piccolo, ad impegnarsi per far sì che il cambiamento che vuole vedere, avvenga per davvero, il mondo sarebbe davvero una casa confortevole per tutti.

La politica è la gestione della cosa pubblica ed è la responsabile del benessere o del malessere di un paese o di una comunità.

È incomprensibile come i cittadini si stiano allontanando dalla politica proprio quando c’è bisogno di persone che portino stimoli a migliorare. Le motivazioni di questo allontanamento sono anche le stesse per cui tutto rimane uguale.

Mettiamo che la politica e i politici nel loro insieme siano marci, corrotti ed egoisti. Esattamente questo dovrebbe essere da sprone per la gente onesta, che dovrebbe sentirsi in dovere di entrare nel sistema malato e risanarlo. Invece ci troviamo ad osservare l’esatto contrario, anzi, l’assoluta indifferenza riguardo ai temi politici da parte di una buona parte di opinione pubblica.

Non sentite, anzi, non sentiamo il bisogno di impegnarci per lasciare il mondo in un miglior stato ai nostri figli, o almeno di poterli guardare negli occhi, un giorno, e poter dire “Io mi sono dato da fare, nel mio piccolo”?.

Il mito della politica come una questione noiosa, per me, è oltretutto incomprensibile. La politica è socialità, è lo stare insieme, discutere e crescere imparando dagli altri. Prendere decisioni per il bene comune e per portare avanti i propri ideali con passione. A conclusione delle riunioni di partito, una birretta con i tuoi compagni ci sta sempre. Uniamo l’utile al dilettevole. Non vedo tutta questa noia, soprattutto sommando ciò alla consapevolezza dell’essere utile alla società, indipendentemente dal partito in cui si milita, se si è spinti dalla volontà di migliorare il proprio paese.

Perciò chiedo a tutti i miei coetanei, a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di questo paese e del mondo in cui viviamo, di mettersi in gioco, di invadere il campo della politica e delle associazioni, con le proprie idee, con il proprio entusiasmo, portando giustizia, passione, meritocrazia, freschezza, uguaglianza, diritti uniti ai doveri, libertà e responsabilità.

Dobbiamo ridare speranza a questo paese e uno spiraglio di luce per il futuro dei nostri figli e di noi stessi. Solo tutti insieme, a prescindere dalle diversità, possiamo cambiare la nostra società, risanarla e renderla idonea ai nostri bisogni, nel rispetto del prossimo e della Terra che abitiamo.

Come tanti granelli di sabbia formano un deserto, tante persone impegnate nella e per la società formano un mondo migliore. Crediamoci!

“Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia.” Enrico Berlinguer

Enrico Anconelli
17enne desideroso di essere insieme a molti altri il vero cambiamento per l’Italia e per il mondo.

Presentiamoci InFormando

Scrivendo, imparando.

Si può scrivere qualche articolo, qualche frase, qualche citazione, senza avere troppa paura delle conseguenze che queste possono generare. Ma un giornale? Ma un intero giornale? In una fresca mattina di settembre, quelle in cui respiri l’aria frizzante e senti nelle vene la forza della giovinezza con la quale sai che potrai scavalcare ogni ostacolo e fare qualsiasi cosa mi è venuta un’ idea. Leggevo gli articoli dei vari quotidiani e mi son detto, “Ma perchè non ne faccio uno anche io, magari con persone della mia stessa età?” E quell’idea, ora, si sta trasformando in fatti. Con i primi contatti con quelli che tra gli amici di Facebook potevano svolgere il compito, davvero gravoso, di fare i giornalisti e con le prime idee ho iniziato a muovermi. Chi avrebbe mai pensato ad un giornale? Chi ne avrebbe avuto il coraggio? NOI! Mi hanno risposto entusiasti coloro che presto vedrete all’opera. E ci impegneremo al massimo per darvi tutto quello che abbiamo. Scriviamo per informare e per imparare ancora.

Infine, per un giornale, un giornale vero, ho pensato ci volesse un manifesto, un testo indicativo.

Eccolo qua:

NOI siamo liberi,

NOI siamo giovani,

NOI siamo informati,

NOI siamo indignati,

NOI siamo indipendenti,

NOI siamo schifati,

NOI siamo educati,

NOI siamo giornalisti,

NOI siamo cittadini.

Noi NON siamo corrotti,

Noi NON serviamo il padrone,

Noi NON siamo mafiosi,

Noi NON siamo “furbetti”,

Noi NON abbiamo paura,

Noi NON siamo razzisti,

Noi NON siamo omofobi,

Noi NON siamo fascisti.

NOI rispettiamo tutti,

NOI rispettiamo la Costituzione e le leggi dello Stato.

Buona lettura, la Redazione (:

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