Posts Tagged ‘ 17 novembre ’

Studenti, unitevi!

Appello per le manifestazioni che si terranno il 17 novembre, giornata mondiale di mobilitazione studentesca per il diritto allo studio.

I preparativi stanno diventando frenetici, la tensione sta salendo ora dopo ora: si avvicina pericolosamente il giorno della protesta. Il 17 infatti è la giornata internazionale della mobilitazione studentesca. Associazioni, circoli, licei e università si preparano a scendere in piazza per combattere e far sentire la propria voce nell’Italia dove regna sovrana una donna, un ministro dell’Istruzione nel cui curriculum (fornito dallo stesso staff del Ministro) non compare nemmeno una, dico una voce legata all’insegnamento, alla scuola, ai giovani, e all’istruzione in generale. E se si pensa che stia guidando da due anni un ministero che dà lavoro a circa un milione di italiani (tra quelli di ruolo e i precari) ci sorge spontanea qualche domanda. E qualche domanda, a ben vedere, ci sorge anche leggendo la sua mirabolante riforma, in comunella con un altro ministro, quello dell’Economia, Giulio Tremonti.

La parola d’ordine gelminiana e tremontiana è “tagliare” e del resto lo si vede molto bene se si va a leggere la manovra economica che il Governo vuol far approvare. Partiamo dalla base, partiamo dalla realtà delle scuole italiane. In Italia c’è un abnorme e sempre crescente esercito di migliaia e migliaia di precari, in Italia il 40% delle scuole ha bisogno di misure urgentissime per la messa in sicurezza, dai sistemi antincendio al problema sismico e il 45% non ha né laboratori ne palestre adeguate (se non del tutto assenti), in Italia le famiglie degli studenti devono assumersi una spesa annua di quasi 400 euro per i libri di testo.

Impossibile notare lo stato di evidente degradazione dell’Istruzione italiana. Ma i due ministri, benda sugli occhi, decidono di tagliare 8 miliardi di fondi alla scuola. Decidono di far diventare, solo per citare uno degli esempi più scandalosi, da 246 del 2009 a 13 nel 2011 i milioni destinati alle borse di studio universitarie, anche se l’articolo 34 della Costituzione dice che “i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, […]”. Ma cosa frega ai due ministri della Costituzione? Assolutamente nulla e lo capiamo anche leggendo dell’azzeramento di ogni forma di sostegno ai ragazzi disabili (si pensi che in Lombardia c’è un insegnante di sostegno ogni 2,34 alunni che ne hanno bisogno) e il tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi. La scuola, oltre che fatiscente, la vogliono anche razzista.

In conclusione, mentre tutta l’Europa e tutto il mondo reinveste nelle scuole e nella ricerca per poter uscire dalla crisi che, anche se il premier è ottimista (strano), ancora ci attanaglia, l’Italia taglia i fondi. E non si dica che è proprio per la crisi, visto che questo illuminato Governo è riuscito a spendere 29 miliardi di euro per l’acquisto di macchinari militari da spedire in Afghanistan in “missione di pace” e che ha speso e spende più di 700 milioni all’anno per le scuole private.

Per il diritto allo studio che ci viene negato, per il diritto al futuro, per il diritto di non morire un’altra volta sotto le macerie di una scuola costruita negli anni ’50, per il diritto all’integrazione e all’uguaglianza, per tutti i diritti che questo Governo truffatore ci nega, il 17 dobbiamo, TUTTI, andare in piazza e urlare tanto forte che ci sentiranno fino a Roma. Tanto forte che gli occhiali della Marystar salteranno per aria e Tremonti pronuncerà la sua prima “r”.

Distruggono la scuola, noi la riscostruiamo.

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: