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Politica e zuppa di lenticchie.

Fermento, movimento. Nel calderone di zuppa di lenticchie ammuffite della politica italiana l’acqua ricomincia a bollire. I vapori cancerogeni salgono entusiasti. E le lenticchie, mentre rotolano e si dimenano, scuociono. Sporgiamoci sopra il pentolone, magari con una mascherina antigas e un paio di occhiali protettivi, per vedere chi sale tra le bolle e chi scende, inesorabilmente, verso il fondo bollente del pentolone in acciaio Inox.

Terzo Polo. Emozionante iniziativa del pentavirato Fini-Casini-Rutelli-Lombardo-Melchiorre è definito anche Polo della Nazione. Si propone come un’unione modernista tra il Terzo Reich rappresentato in Italia dal camerata Mussolini e il Polo delle libertà berlusconiano del ’94. Fini si occuperà dell’ideologia (post-)fascista, delle censure preventive della stampa e delle leggi razziali, che però, in sintonia con la pacatezza centrista e la moderazione che contraddistingue il gruppo parlamentare si chiameranno “Disegni di legge, leggi, decreti, decreti attuativi, proroghe e revisioni sull’argomento sui quale vogliamo scrivere, discutere e ridiscutere i sopracitati disegni di legge, leggi, decreti, decreti legge, decreti attuativi, proroghe e revisioni, però ci sono stati tagli alla Pubblica Amministrazione per cui è finito l’inchiostro per scrivere il titolo, vedremo.”. Casini invece, attingendo alla fonte Cuffaro, tenterà di riportare in Parlamento quella serena aria di mafia, mandolino e tentati condoni che si respirava con il partito fondato da Dell’Utri, Apicella e Berlusconi.

Lega Bersani. Il Senatùr si è sentito toccare nel profondo dalle dolci paroline di Bersani sul federalismo. Gli sono tornati in menti i bei tempi in cui, come ricorda RadioPadania, Bersani beveva salubre acqua del Po’ e mangiava deliziosi salsicciotti di puro suino padano ai comizi leghisti. «Il verde nel logo del Pd c’è già, basta solo aggiungerne un po’ e togliere quell’odioso rosso!», ha mugugnato entusiasta il Bossi. Matteo Salvini, dell’area moderata della Lega («i topi sono più facili da debellare che i rom», per dire), si è detto favorevole. I maldicenti parlano però di trattative sottobanco tra Salvini e PierLuigi Bersani, soprannominato “Pirla” dai simpatici comizianti leghisti, per ottenere più fondi per debellare i rom, la qual cosa, a quanto pare,«ha creato problemi alle comunità di onesti topi padani».

Nuova Dc. Un revival storico che potrebbe finalmente spazzare via l’evidente inesperienza politica dei parlamentari under 70. Alcune nomine presentate dal gruppo: Andreotti, dopo esserlo stato sette volte, si ricandiderà a Presidente del Consiglio, sicuro del sostegno delle ricerche di Berlsusconi e don Verzè sull’elisir di lunga vita e sulla pietra filosofale; in lizza per l’ambitissimo Ministero dell’Economia il grande finanziere Michele Sindona (resuscitato per l’occasione dal sopracitato duo dei miracoli) e i cugini Salvo, pure loro tornati in vita; per il Ministero della Difesa, che verrà rinominato Attacco, viene proposto Stefano Bontate, «Io», dichiara eccitato, «di armi e di bombe me ne intendo». Il ventaglio di nomi per i vari Ministeri resta comunque ampio: Tano Badalamenti, Vito Ciancimino, Salvo Lima, Leoluca Bagarella. Per gli altri, la segreteria di partito ci informa di chiedere ad un certo Totò u Cùrtu. «In conclusione», recita infervorato Andreotti dal palchetto allestito per l’occasione a “Il Pensionato. Premiata bocciofila dall’inizio dei tempi”, davanti ad un folto pubblico di due vedove non-udenti con i loro cani da accompagnamento e il barista centoduenne, intento a riordinare succhi di frutta all’olio di ricino scaduti dagli anni ’20, «questa nuova Dc, sulle orme della recente nuova P2, si impegnerà a portare nella politica una nuova puzza di vecchio e di marcio, come non l’avete mai sentita.».

Santa Alleanza. Chiamata anche L’arca di Noè per i variegati gusti politici che ospiterebbe: dal puffo, all’amarena, dal pistacchio alla cassata. Ufficialmente non piace a nessuno, nessuno la vuole, eppure tutti ci pensano. Come successe, appunto, per l’arca di Noè. Che credevate? Che gli animali sorridessero felici all’idea di imbarcarsi per mesi e mesi su un barcone di legno vivendo tra le proprie feci? Che credevate? Che fosse stato come stare ad un divertente pigiama-party essere di fianco alla gabbia delle zanzare che mordevano le scimmie che pizzicavano le tigri che ringhiavano ai leoni che ruggivano agli elefanti che spruzzavano acqua alle giraffe che scalciavano le zebre che mordevano i cani che abbaiavano alle galline che si mangiavano i vermetti? Di certo non avrebbero voluto salirci. Ed escludendo il divino, l’unica motivazione resta l’istinto di sopravvivenza.

Che i nostri politici, visti l’Egitto, la Tunisia e la Libia, abbiano un qualche sentore di diluvio universale?

 

Di Giovanni Ugo.

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Casini e la mafia.

Lettera aperta all’onorevole PierFerdinando Casini e agli elettori Udc:

“Egregio On. Casini,

le scrivo per chiederle conto di alcune sue pesanti affermazioni riguardanti Salvatore Cuffaro. Faccio un passo indietro. Anche dopo la condanna in primo grado dell’ex Governatore della Sicilia che ben mostravano le sue frequentazioni affatto raccomandabili, ha dichiarato: «I partiti devono assumersi la responsabilità delle scelte, noi ce le assumiamo. Cuffaro credo abbia subito una vera e propria persecuzione giudiziaria». E ha deciso di candidarlo con l’Udc al Senato. Poi, ospite alla puntata Un Paese in bilico di Annozero del 31 marzo 2008, testimoni i video in Rete, ha dichiarato: «Mi assumo la responsabilità politica di questo atto». Il 22 gennaio la Cassazione ha confermato in via definitiva la condanna di Cuffaro a 7 anni di carcere per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra. Cuffaro si consegna a Rebibbia e, prima di essere destituito dalla carica di Senatore, si dimette.

Qualche domanda, alla luce della sentenza:

  • Ancora crede che Cuffaro sia un perseguitato? Se si, da cosa lo può dire viste le numerose prove raccolte dagli inquirenti e accettate dal giudice?

  • Ancora non ha fatto dichiarazioni, perlomeno di “scuse” come da lei stesso dichiarato ad Annozero, agli elettori e ai cittadini, perchè?

  • Non si è pentito di aver fatto eleggere in Senato un mafioso?

  • Dopo la notizia della condanna, Lei e Marco Follini vi siete dichiarati “umanamente dispiaciuti” e vi siete detti convinti “che Cuffaro non sia un mafioso”, siete umanamente dispiaciuti anche per gli altri mafiosi finiti in cella o solo i mafiosi Udc hanno questo privilegio ?

  • E perchè dite che “rispettate la sentenza” e poi dichiarate che Cuffaro non è mafioso, cosa che invece le svariate prove indicano?

  • Infine anche il segretario nazionale Udc Lorenzo Cesa si dice “umanamente vicino a Totò e alla sua famiglia”, perchè questa umanità, intendendola come data da voi nella vostra veste politica, è rivolta solo al mafioso Cuffaro? Gli altri non se lo meritano?”

Cordiali saluti, Giovanni Ugo.

 

Un Circo(lo) vizioso.

E’ uno spettacolo divertentissimo, anzi, spaventoso. Fa ridere, anzi, fa piangere. Il teatrino della politica ricomincia, anzi, non è mai finito e questo secondo atto è già sfavillante di luci e di colori e gli attori, anzi, i comici, anzi, i pagliacci già danzano felici al ritmo degli applausi, anzi, dei singhiozzi. La scena è ricca. Ci sono i mangia-fuoco come Scilipoti, assistito dall’affascinante Polidori chiamata “Miss Cepù”, che hanno votato no alla sfiducia di Berlusconi e ora riescono a ingoiare dieci bocconi “infuocati” al dì. Ci sono abili giocolieri come D’Alema che con abilità continua imperterrito a restare nel centro-sinistra e che in pochi millisecondi ed un passaggio da una mano all’altra dietro la schiena, riesce a sostenere Berlusconi meglio di chiunque altro, anche se è di centro-destra. C’è l’equipe del PD, detta dei “Per Dio”, dalle urla che gli artisti emettono ogni volta che dopo l’inizio buono dell’esibizione si mettono a litigare e cominciano a tirarsi chiodi e bottiglie di vetro rotte e si spaccano blocchi di cemento sull’addome e sulla testa. La domatrice MaryStar Gelmini porta un numero mai visto in nessun Circo del mondo: la Ministra si chiuderà in una gabbia con un gruppo di studenti, 5 liceali e 5 universitari, e tenterà di convincerli che il suo ddl non fa schifo e che se si oppongono verranno strumentalizzati dai baroni. Se ci saranno problemi interverrà l’aiuto-domatrice Gasparri con gli arresti e, al limite, i ragazzi di Radio Padania entreranno con poliziotti in tenuta anti-sommossa, nascosti fino a quel momento dai cilindri rossi degli assistenti circensi come nel Cirque du Soleil, per “picchiare duro e spaccare le ossa” come già annunciato dai loro speaker d’oltre Po’. C’è anche un lanciatore di coltelli, La Russa detto “La Rissa”, che si diverte e fa divertire come matti gli spettatori: si rivolge verso la platea e inizia a lanciare coltelli e urlare “vigliacchi” agli studenti presenti. Nonostante le atroci morti non manca l’affluenza di giovani perché per non farsi colpire basta indossare un adesivo del Pdl sulla giacca o avere nel portafoglio un santino di Berlusconi. Anche il mago Fini “Ora voto si, ora voto no” diverte e fa divertire. E finché non arrivano bollette e sentenze riesce a farti credere che la magia esiste e che solo lui riesce a controllarla. C’è l’equilibrista Casini, sempre al centro del cordone di Casta sospesa, che tenta in ogni modo di non cadere giù nella vasca di pirahna, ovvero noi. Spicca anche un clown-paroliere, detto “Tremorti” per l’aria più truce e più seria rispetto agli altri artisti, che è abilissimo nel recitare filastrocche e scioglilingua di contabilità come “Tre tigri contro tre tigri” e “Trentatré trentini andarono a Trento, tutti e trentatré trotterellando”. I maliziosi comunisti insinuano che gli riesca facile il numero solo per la pronuncia della “erre” che muta in “evve”, ma fortunatamente la gente non si fa influenzare, pardon, influenzave. Infine c’è un artista multiforme, il più famoso. Nano, pagliaccio, mago, giocoliere, domatore, cavallerizzo, fachiro, lanciatore di coltelli. Si fa chiamare “Papi” e per renderlo più accattivante è stato circondato da ballerine in costu-mini trasparenti chiamate “le Ministre”. E’ il vero punto cardine del Circo. La colonna portante che si assume colpe e vittorie di tutta la troupe, detta “politica”, anzi, “Casta”. Questo Circo gira il mondo, tutti ne ridono come fosse il peggior Circo di periferia, ma qui in Italia sembra talmente meraviglioso e divertente che non vediamo null’altro che quelle luci e quei colori. E non ci accorgiamo di come il tendone si stia abbassando sempre di più e l’aria stia diventando irrespirabile. Tutti presi dai trucchetti dei saltimbanchi non capiamo che mentre guardiamo meravigliati lo spettacolo, anzi, la distrazione, ci rubano portafogli e collane, camicie, borse, scarpe e pantaloni. I denti d’oro se ne vanno in pochi secondi, così le unghie, gli organi, il cuore, lo stomaco. Restano solo gli occhi, fissi nel vuoto, per non farci svegliare. Mentre Miss Cepù ingoia la spada i figli provano a crescere ma il tendone troppo basso li asfissia. L’erba, sotto il tendone, non cresce più. E si alternano gli artisti, anzi, i bastardi, ma sono sempre gli stessi, magari con il vestito nuovo, magari con parole che non hanno mai nemmeno considerato, ma sempre loro. Una maratona che non finisce mai dove gli atleti si sostituiscono ogni giro ma i nomi in classifica sono sempre uguali. Ora c’è il gran finale, anzi, il grande inizio. Il Terzo Polo, i moderati, i cattolici, gli outsider, gli incartapecoriti, gli immortali. Tutti a cianciare di alleanze e unioni, in un confusionario “quello si”, “quello no”, che dopo pochi minuti diventa sempre un ennesimo e inutile “quello no”, “quello si”. Per questo quella che fu un tempo la Politica, per il bene comune, è ora un Circo(lo) vizioso. Direi la zona erogena per il malaffare del Paese. La fogna per gli onesti e la fontana della giovinezza (e dell’impunità) per i criminali. Ma siamo sempre noi, alla fine, che ce lo prendiamo nel cu**.

Di Giovanni Ugo.

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