Posts Tagged ‘ gay ’

Non è un paese per gay.

Questo pomeriggio, navigando in Rete, mi è capitato sotto gli occhi un articolo di Alessandro Capriccioli. Titolo: I campioni dell’omofobia. L’autore ha raccolto una serie di tristi e spaventose dichiarazioni omofobe di svariati politici. Tra luoghi comuni e follie discriminatorie, i politici mettono a nudo tutta la loro piccolezza mentale. Nel Rapporto 2010 sulla situazione dei diritti umani nel mondo, Amnesty International aveva già denunciato questa situazione. “Ci sono state nuove violente aggressioni omofobe”, scrivono quelli di Amnesty, i “commenti dispregiativi e discriminatori formulati da politici nei confronti di rom, migranti e persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno alimentato un clima di crescente intolleranza” e “a causa di una lacuna legislativa, le vittime di reati di natura discriminatoria basati sull’orientamento sessuale e l’identità di genere non hanno avuto la stessa tutela delle vittime di reati motivati da altre tipologie di discriminazione”. Pochi giorni fa anche il Presidente Napolitano, dopo un incontro con dei rappresentanti di Amnesty, ha rilasciato importanti dichiarazioni a riguardo: «comportamenti ostili nei confronti di persone con orientamenti sessuali diversi. Si tratta di atteggiamenti che contrastano con i dettami sia della nostra costituzione, sia della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Non dobbiamo quindi ignorare l’invito del Parlamento Europeo a trovare misure efficaci per abbattere anche questo tipo di discriminazioni. E, mentre da una parte deve essere apprezzata l’apertura di imprese italiane e straniere nei confronti di persone con diversi orientamenti sessuali e diverse unioni di vita, dall’altra, occorre denunciare e contrastare in tutte le sedi, e innanzitutto in sede politica, con costanza e con fermezza le aggressioni fisiche, gli atti di bullismo, le provocazioni verbali, quali quelle che hanno investito anche un autorevole membro del Parlamento Italiano. […] E non bisogna sottovalutare i rischi che l’abitudine all’uso nel discorso pubblico di allusioni irriverenti, lesive della dignità delle persone, contribuiscano a nutrire il terreno sul quale l’omofobia si radica. L’ostentazione in pubblico di atteggiamenti di irrisione nei confronti di omosessuali è inammissibile in società democraticamente adulte. In altri paesi democratici persone che hanno dichiarato i loro orientamenti omosessuali hanno potuto raggiungere posizioni di grande rilievo, ricoprire alte cariche anche pubbliche. Un percorso di superamento di timori e rimozioni, nonchè di ostacoli alle carriere, è stato avviato da tempo anche in Italia, ma il nostro è un cammino che appare ancora lungo e difficile. Perciò è importante che la battaglia contro l’omofobia e le discriminazioni che ne derivano non sia condotta solo ad opera di meritorie avanguardie, ma divenga un ben più vasto impegno civile. Non disperdiamo un prezioso patrimonio di libertà e di tolleranza, guadagnato nel corso della nostra storia. Mancheremmo di rispetto nei confronti di chi, per costruire quel patrimonio, ha saputo battersi con intelligenza, rischiare di persona con coraggio».

==>Ecco le “perle” omofobe di alcuni politici italiani:

Roberto Calderoli (Lega Nord)

La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni

Non sopporto che, per difendere i loro diritti, gli omosessuali vadano in piazza conciati da checche

Il buon Dio ha fatto Adamo ed Eva e non Adamo e Giuseppe o Eva e Carla, per cui qualunque riconoscimento di famiglia fra Adamo e Giuseppe o tra Eva e Carla e’ un atto contro il buon Dio, contro la natura e soprattutto contro la famiglia, quella vera basata sull’amore e non sul solo rapporto sessuale. Abbiamo rifiutato, come nazione, gli ogm, gli organismi geneticamente modificati, in campo alimentare, ma poi andiamo ad autorizzare gli odg, gli organismi deviati non geneticamente. Vergogna!

E’ incredibile e paradossale che per poter essere tutelati e coccolati da questo governo e da questa Finanziaria ci si debba dichiarare delinquenti, drogati o culattoni, e quindi diversi

Gianfranco Fini (Fli)

Un maestro dichiaratamente omosessuale può fare il maestro? Io dico di no, perché ritengo che non sia educativo nei confronti dei bambini

Giancarlo Genitilini (Lega Nord)

Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante dei vigili urbani affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. I culattoni devono andare in altri capoluoghi di regione che so che sono disposti ad accoglierli. Qui a Treviso non c’è nessuna possibilità per culattoni o simili

Paola Binetti (Udc)

L’omosessualità è una devianza della personalità. Un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico

Renzo Bossi (Lega Nord)

Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga

Mara Carfagna (Pdl)

Non c’e’ nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che sono costituzionalmente sterili

Rosy Bindi (Pd)

Meglio che un bambino cresca in Africa con la sua tribù che con una coppia di omosessuali

Pier Gianni Prosperini (ex An)

I gay garrotiamoli, ma non con la garrota spagnola, il collare che stringe lentamente la gola. Ma quella indiana degli Apache: cinghia di cuoio legata intorno alle tempie che asciugandosi al sole si stringe ancora

Sui gay bisognerebbe usare il napalm

Alessandra Mussolini (Pdl)

Meglio fascista che frocio

Mirko Tremaglia (Fli)

Povera Europa: i culattoni sono in maggioranza

Silvio Berlusconi (Pdl, Presidente del Consiglio)

I gay sono tutti dall’altra parte

Meglio essere appassionati di belle ragazze che essere gay

Clemente Mastella (ex Ulivo, ex Pdl, Popolari per il Sud)

Se cresce il mio partito non ci saranno né pacs, né pics, né pocs

Le unioni di fatto? Sì al riconoscimento dei diritti per le coppie eterosessuali. Ma il problema sono i gay

Ignazio La Russa (Pdl)

Una cosa sono i diritti individuali, e un’altra è equiparare il matrimonio naturale tra persone di sesso diverso con quello tra persone dello stesso sesso, finalizzato alla procreazione, perché quella è la ragione del fatto che il matrimonio sia protetto dal diritto pubblico: di questo non se ne parla

Rocco Buttiglione (Udc)

Sul piano politico e sociale sono contro ogni discriminazione contro i gay. Ma moralmente penso che [essere gay] sia sbagliato. Come non pagare le tasse

Umberto Bossi (Lega Nord)

Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni

[Bossi ammette di aver espulso dal partito un ragazzo perchè era:] Un ragazzo per bene ma era omosessuale. Quanti partiti democratici hanno omosessuali dichiarati, cioè donnicciole, nei loro posti chiave? Un omosessuale è persona di tolleranza fragile, instabile

La famiglia eterosessuale va difesa da chi vuole creare una dittatura massonica-comunista mondiale. Se passano le famiglie omosessuali che non hanno figli è necessaria l’immigrazione, e con essa l’ideologia che riesce a scardinare l’identità dei popoli. Se ritorna invece la famiglia eterosessuale, e con essa i figli, vincono i popoli e la democrazia

No alla famiglia omosessuale. Noi tolleriamo la diversità ma non accettiamo la dittatura di un modello sessuale artificiale

Matteo Salvini (Lega Nord)

I trans sono cessi immondi ed aborti della natura

Daniela Santanchè (Pdl)

Sono certa che tutti i genitori italiani sperano di avere figli eterosessuali

Pier Ferdinando Casini (Udc)

Altre forme di convivenza sono di serie B rispetto alla famiglia

Massimo D’Alema (Pd)

No, non sono favorevole al matrimonio tra omosessuali, perché il matrimonio tra un uomo e una donna è il fondamento della famiglia, per la Costituzione. E, per la maggioranza degli italiani, è pure un sacramento

Maurizio Gasparri (Pdl)

E’ indegno che un drappello di ministri partecipi a una manifestazione vergognosa come il gay pride

Carlo Giovanardi (Pdl)

Se uno è omosessuale è affare suo, ma se fa apertamente coming out non è più affare suo, la sua omosessualità diventa un manifesto politico

Il Bunga Bunga va bene, purché sia tra uomo e donna [bunga-bunga significa stupro anale punitivo, nda]

Luca Volontè (Udc)

Disgustoso strumentalizzare da parte di omosessuali politici la morte del ragazzo di Torino per giustificare la massiccia campagna di omosessualizzazione scolastica avviata dall’Arcigay

I fondatori della psicologia moderna descrivono l’omosessualità come patologia clinica

Giulio Andreotti (Udc, Svp e Autonomie)

Se la cosiddetta modernità vuol dire che addirittura si possa legiferare sulle unioni tra persone dello stesso sesso, si è veramente fuori dal giusto. Nel disegno di legge [quello sui Dico che veniva discusso in quei giorni, nda] c’è questo grosso problema: è lì dove si parla delle unioni di fatto tra persone anche dello stesso sesso. Questa cosa non mi va giù

Si andassero a rileggere Dante: i sodomiti nella Divina Commedia finiscono all’inferno. Non c’e’ un quarto girone che si crea per decreto legge

Gabriella Carlucci (Pdl)

Il PDL ed il centrodestra si sono battuti strenuamente per difendere la famiglia fondata sul matrimonio dagli attacchi, provenienti da sinistra, tesi ad un’odiosa equiparazione tra unioni civili e famiglia tradizionale

Condividete questo post! Che tutti sappiano chi votano!

Di Giovanni Ugo.

Yes, we can(‘t).

Yes, we can. Lo slogan forse più famoso del mondo. Uno slogan semplice,
veloce, fresco, rapido, facile da ricordare. Ma cosa c’è dietro?
Dietro questo slogan, tre semplici paroline, c’è un sogno. C’è un uomo. C’è
un’idea. Barack Hussein Obama II ha conquistato il mondo, riuscendo in
un’impresa quasi impossibile: essere eletto, da nero, nel Paese più razzista
del mondo, gli Usa. Eppure ce l’ha fatta.
Obama è riuscito nell’impresa promettendo sanità pubblica, riforma
dell’istruzione e pace. Oggi, novembre 2010, alla vigilia delle elezioni di
metà mandato, Obama sta rischiando la poltrona. I suoi elettori sono delusi dal
suo operato, poichè a detta dei democratici americani, non ha mantenuto del
tutto le promesse fatte in campagna elettorale. Ma di che promesse si parla?
La promessa cardine della campagna elettorale dell’abbronzatissimo (così
definito dal comico più famoso d’Italia) presidente americano era quella che
verteva sulla riforma del sistema sanitario. Negli Stati Uniti milioni di
persone non avevano diritto alla sanità per motivi di reddito. Obama è
riuscito, scontrandosi con le diffidenze del Congresso, a far passare la sua
riforma alle 24.00 del 21 marzo 2010, con 219 voti a favore e ben 212 contrari.
Non è stato possibile estendere la riforma a tutti gli aventi diritto, ma 32
milioni di persone forse non sono proprio bruscolini.
La riforma dell’istruzione, notizia di due settimane fa, è stata in parte
attuata, stanziando 1,3 miliardi di dollari (ebbene si, negli Usa gli
investimenti per le università si fanno nell’ordine del miliardo di dollari),
senza contare che le università americane si reggono prevalentemente su fondi
privati. Inoltre questo miliardo di dollari è solo parte di un progetto
pluriennale che prevede ulteriori fondi da destinarsi alle sole università ed
alla ricerca, senza contare quelli destinati anche alle scuole secondarie
superiori. Forse non è abbastanza, ma qualcosa è.
Infine il punto caldo della discussione: il ritiro delle truppe da Afghanistan
ed Iraq, ed un rapporto diverso con le teste bollenti iraniane. Il 19 agosto
del 2010 è stato annunciato, in gran silenzio, il ritiro delle truppe
dall’Iraq, lasciando “solo” 50000 militari con compiti di addestramento delle
truppe irachene. Sicuramente non è stato risolto il nodo-Iraq, ma senza dubbio
Barack ha avuto l’onestà di ammettere davanti al mondo l’immenso errore fatto,
e del grosso “scatolone di sabbia” che gli Usa hanno trovato in Medio Oriente.
Si aspetta ora il ritiro anche dall’Afghanistan, anche se occorrerà aspettare
qualche mese ancora.
Con l’Iran il comportamento di Obama è stato ineccepibile perchè, nonostante
attacchi brutali da parte dell’Ayatollah e del sobrio e discreto Ahmadinejad,
ha mantenuto sempre una linea molto tranquilla e pacifica, con svariate
aperture diplomatiche verso la teocrazia mediorientale più consolidata e
“atomica” del mondo. Non è stato un compito facile perchè non è gente che
scherza.
Eppure oltreoceano vogliono buttarlo in pasto agli squali, perchè le promesse
non sono state mantenute. Forse gli statunitensi non si stanno rendendo conto
di quanto significhi, a livello politico e d’immagine, un presidente come
Obama. Il mondo è cambiato quel 4 novembre 2008, e non tutti sembrano essersene
accorti.
Se in America avessero uno come Berlusconi, che direbbero? Metterebbero fuoco
alla White House in meno di un giorno.
In Italia non ci sono da fare paragoni sul piano politico, il confronto è
imbarazzante. Eppure un “Obama” italiano c’è. Si chiama Nichi Vendola,
governatore della Puglia dal 2005.
Un outsider. Comunista. Omosessuale dichiarato. Estremo in molti suoi
contenuti.
E’ riuscito a farsi eleggere in una delle regioni più moralmente conservatrici
di tutt’Italia. Perchè? Perchè evidentemente lo merita. Ha saputo fare bene il
suo mestiere, fare breccia in milioni di elettori del sud Italia,
rappresentando una speranza, un’alternativa ad una politica vecchia, morta,
prolissa, pesante, corrotta. Non è un santo Vendola, i suoi bravi scheletri
nell’armadio ci sono. Ma non possiamo nemmeno sempre guardare il marcio in ogni
cosa, finiremo col non vivere più. E’ il meno peggio. Ed allora guardiamo con
ottimismo, come fecero nel States nel 2008. Diamo fiducia ad un candidato
giovane (rispetto all’età media dei leader politici italiani), che parla di
energia, istruzione, sanità. Parla di sinistra con un linguaggio diverso da
quello della destra. Non è poco. E guardiamo ai fatti. La Puglia è la regione
italiana col più alto livello di fonti rinnovabili, addirittura il 60%. Sono
stati investiti fondi cospicui nelle infrastrutture, ed i benefici si vedono.
Prendere un treno Bari-Lecce è tutt’altra cosa che prendere un Napoli-Caserta.
Un cambiamento c’è, e dobbiamo essere intelligenti nel vederlo, se vogliamo
dare un’altra speranza a questo Paese in balia di puttane e cocainomani.
Nessuno in Italia può arrivare ai livelli di Obama, ma qualcosa si può fare.
Yes, We Can. Se solo volessimo.

Di Lorenzo Alemanno

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: